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venerdì, Luglio 30, 2021
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I sintomi della gastrite


  La gastrite: cos’è

La gastrite è un’infiammazione della mucosa gastrica, che isola le pareti dello stomaco dall’azione corrosiva dei succhi gastrici. Generalmente la mucosa protegge efficacemente lo stomaco dall’insulto acido; tuttavia può accadere che la sue difese si riducano, permettendo così ai succhi gastrici di aggredire le pareti dello stomaco. Ne deriva l’infiammazione della mucosa, con i sintomi tipici della gastrite come il bruciore di stomaco o la dispepsia.


  Cause della gastrite

Cosa può provocare la gastrite?

La gastrite può avere cause diverse e, non di rado, averne più di una. L’infiammazione dello stomaco, infatti, può essere causata da più fattori tra loro sinergici. In linea generale è possibile distinguere tra le cause riguardanti lo stile di vita, i fattori ambientali e i fattori organici.

Stile di vita

  • Condotta alimentare. Pasti eccessivi, basati su alimenti iperlipidici come fritti e insaccati, richiedono richiedono più tempo e maggiori quantità di succhi gastrici per la loro digestione; le pareti dello stomaco sono quindi più esposte all’azione irritante degli acidi. È consigliabile quindi mangiare in modo frequente piccoli pasti, a basso contenuto di grassi, in grado di facilitare lo svuotamento dello stomaco.
  • Comportamenti. L’abitudine al fumo può causare o acutizzare la gastrite. Il consumo di nicotina, infatti, favorisce la produzione di acido gastrico; inoltre la nicotina può accentuare il reflusso gastroesofageo, diminuendo il tono dello sfintere esofageo. Similmente al fumo, anche il consumo di alcol aumenta la produzione di succo gastrico. Infine un ritmo di vita frenetico, caratterizzato da stress e ansia, può ripercuotersi sulla salute gastrica. Lo stomaco, infatti, è profondamente collegato con il sistema nervoso. Stati d’ansia cronica e di stress severo possono quindi influenzarne le condizioni, determinando forme di gastrite nervosa o psicosomatica.

Cause ambientali

  • Farmaci. L’abuso nel tempo o nella quantità di determinati farmaci può portare alla gastrite e, non di rado, all’insorgenza di complicazioni come le emorragie e le ulcerazioni della mucosa gastrica. È necessario prestare attenzione ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come il ketorolac, l’ibuprofene o l’aspirina, ai cortisonici e agli anticoagulanti, come la cardioaspirina. L’uso associato di gastroprotettori può ridurre il loro effetto gastrolesivo; è raccomandato in caso di assunzione protratta nel tempo o di pregressi problemi di stomaco.
  • Infezioni. Virus e batteri possono causare la gastrite. Uno degli esempi più noti è quello dell’Helicobacter Pylori, un batterio di forma elicoidale in grado di sopravvivere all’ambiente acido dello stomaco. La sua proliferazione può alterare la funzionalità gastrica, compromettendo le difese della mucosa gastrica e aumentando la secrezione acida. L’Helicobacter Pylori è alla base di molti casi di gastrite cronica, ulcera e carcinoma gastrico. La maggior parte dei soggetti con H. Pylori è asintomatica; tuttavia in una parte di popolazione si manifesta con sintomi tipici di gastrite, come acidità di stomaco e difficoltà digestione. La sua trasmissione avviene da persona a persona per via orale (saliva) o per via oro-fecale.
  • Stress fisico. La gastrite può svilupparsi a seguito di shock. Ustioni estese o traumi cranici possono causare forme di gastrite acuta da stress o ischemica. L’ipotesi prevalente è che i “traumi” causino un’aumento della secrezione acida, oltre ad una riduzione del volume sanguineo nella mucosa gastrica.

Fattori organici

  • Disturbi immunitari. La gastrite può avere un’origine autoimmune. In questo caso l’infiammazione della mucosa gastrica è dovuta agli anticorpi che, per errore, aggrediscono le cellule parietali dello stomaco. Generalmente la gastrite autoimmune ricorre in soggetti già affetti da malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto, il diabete di tipo I, il mixedema o il morbo di Addison.
  • Patologie. Frome di gastrite cronica possono essere associate ad altre patologie come l’AIDS, il cancro, il Morbo di Crohn, l’insufficienza renale o epatica.

  Sintomi della gastrite

Quali sono i sintomi comuni della gastrite?


La gastrite può manifestarsi con sintomi e gradi diversi. In alcuni casi una “forte gastrite” presenta sintomi comuni, ma di grado severo. In altri, invece, potrebbe associarsi a sintomi meno frequenti, ma più preoccupanti. Generalmente la gastrite tende a manifestarsi con i seguenti sintomi:

  • bruciore di stomaco o “pirosi gastrica”;
  • sensazione di gonfiore dopo il pasto o “pienezza postprandiale”;
  • difficoltà di digestione o “dispepsia”
  • alitosi;
  • bocca amara;
  • eruttazione e flautolenza
  • nausea o vomito;
  • dolore gastrico;
Dove fa male la gastrite”?

Il dolore che si associa alla gastrite può essere localizzato nella parte alta dello stomaco (epigastrio) o in quella centrale (mesogastrio). Può assumere la forma comune del “mal di stomaco” o più raramente indurre crampi.

La presenza di sintomi non sempre suggerisce la presenza della gastrite; un pasto abbondante potrebbe infatti mimarne gli effetti, scatenando, ad esempio, bruciore e gonfiore addominale. Nello stesso tempo l’assenza di sintomi non necessariamente ne esclude la presenza. La gastrite, infatti, può essere quiescente, quando cioè non manifesta sintomi, pur essendo presente.

Quando preoccuparsi?

La gastrite può associarsi a sintomi meno frequenti. La loro presenza richiede un approfondimento medico, in particolare quando è presente uno o più dei seguenti sintomi:

  • Febbre e diarrea;
  • Calo ponderale (perdita di peso);
  • Difficoltà di deglutizione (nota come “disfagia”)
  • Feci nere e catramose;
  • Vomito con tracce di sangue.

È bene rivolgersi al proprio medico anche nel caso di sintomi comuni, qualora siano duraturi o di grado severo.

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Quali NON sono i sintomi della gastrite

In linea generale i disturbi dell’apparato gastroesofageo possono dare sintomi non necessariamente localizzati a livello di esofago e stomaco. L’ernia iatale, ad esempio, può causare il “fiato corto”; l’ernia, infatti, potrebbe comprimere il diaframma ed ostacolare la respirazione. I problemi di stomaco ed esofago possono quindi portare a sintomi in sedi diverse da quelle abituali. Tuttavia molti di questi sintomi vengono erroneamente attribuiti al più noto dei disturbi gastrici, la gastrite. È bene quindi precisare che:

  • la tachicardia o extrasistolia potrebbe dipendere dall’ernia iatale e dal reflusso gastroesofageo;
  • il “fiato corto” o dispnea potrebbe essere dovuto all’ernia iatale e al reflusso gastroesofageo;
  • il dolore al petto o bruciore retrosternale potrebbe dipendere dall’ernia iatale, dal reflusso e da spasmi esofagei.
  • il dolore alla schiena a livello dorsale potrebbe dipendere dall’ernia iatale, dal reflusso e da spasmi esofagei.
Redazione Gastroprotezione.it
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