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Reflusso gastroesofageo: rimedi naturali

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Generalmente la terapia della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è di tipo farmacologico. Essa, infatti, prevede l’utilizzo di farmaci mirati ad abbattere la produzione di acido gastrico e a proteggere la mucosa del tratto digerente. Tuttavia alcuni rimedi naturali per il reflusso gastroesofageo possono supportare efficacemente la terapia standard, agendo su molti dei meccanismi fisiopatologici coinvolti nello sviluppo della MRGE. In questo articolo ci occuperemo dei gastroprotettori naturali per il reflusso, della dieta, lo stile di vita e di alcune terapie complementari.

Reflusso gastroesofageo: rimedi naturali

Gastroprotettori naturali

Melatonina

Diversi studi hanno rivelato come alte concentrazioni di melatonina siano presenti nel tratto gastrointestinale. Qui la melatonina ha un effetto protettivo della mucosa esofagea. Da un lato, infatti, essa inibisce la secrezione acida dello stomaco; dall’altro, invece, stimola il rilascio di gastrina che, a sua volta, aumenta la contrattilità dello sfintere esofageo, limitando il reflusso di acido. La melatonina è quindi un efficace protettore della mucosa esofagea, che in alcuni casi ha mostrato un’efficacia pari a quella degli IPP nel trattamento della MRGE[1].

Carrubo

Il Carrubo o Ceratonia siliqua è un albero appartenente alla famiglia delle Caesalpiniaceae, il cui frutto è la carrube. Esso ha mostrato di diminuire i sintomi del reflusso gastroesofageo, diminuendo l’infiammazione e la secrezione acida, aumentando la produzione di muco gastrico e stimolando la contrazione tonica dello sfintere esofageo. Esso, inoltre, ha mostrato proprietà gastroprotettive e antiulcera, proteggendo la mucosa gastrica dall’esposizione all’etanolo, che è responsabile del danno gastrico derivante dal consumo di alcolici; inoltre la carrube ha dimostrato di diminuire i sintomi del reflusso nei bambini[2].

Mirto

Il Mirto o Myrtus communis è una pianta appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea e diffusa in Sardegna e Corsica. Esso ha mostrato un efficacia simile a quella dell’omeprazolo nel ridurre i sintomi associati al reflusso[3].

Cotogno

Il Cotogno o Cydonia oblonga è un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Rosacee e al genere Cydonia. In uno studio esso ha mostrato un’efficacia simile a quella della ranitidina, un noto H2 antagonista, nel ridurre i sintomi da reflusso in gravidanza. Inoltre il cotogno sembrerebbe continuare ad avere effetto anche dopo l’interruzione della sua somministrazione[4].

Lentisco

La resina di lentisco o mastice di Chios è una resina ottenuta dall’albero di Pistacia lentiscus, più comunemente noto come lentisco, tipico dell’area mediterranea. La resina, quando masticata, si ammorbidisce, formando una gomma bianca dal sapore di pino, che protegge la mucosa del tratto digerente dall’insulto acido.

Alginato

L’alginato è una sostanza estratta da alcuni tipi di alghe. A contatto con i succhi gastrici forma un gel viscoso che ha una duplice funzione. Da un lato esso aderisce alla mucosa esofagea, proteggendola dall’azione irritante dell’acido. Dall’altro la soluzione viscosa, “galleggiando” nello stomaco, impedisce la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. L’algina, infatti, è spesso utilizzata come un rimedio immediato ad azione meccanica per il reflusso.

Olmo scivoloso

L’olmo scivoloso è l’estratto della corteccia di olmo che, a contatto con i succhi gastrici, forma una soluzione viscosa. Essa protegge la mucosa esofagea dall’acido e ne impedisce le risalita verso l’esofago. La polvere di olmo scivoloso, infatti, è utilizzata come un antireflusso naturale ad azione meccanica.

Zenzero

Lo zenzero è utilizzato come rimedio naturale per diversi disturbi dispeptici come il gonfiore, la flatulenza, la nausea e il vomito. Ha innumerevoli proprietà, tra le quali la sua capacità di inibire la secrezione di acido e il suo spiccato effetto procinetico. Lo zenzero può quindi accelerare lo svuotamento gastrico, limitando indirettamente i sintomi del reflusso gastroesofageo.

Cardo

Il cardo o Cynara cardunculus è generalmente utilizzato per le sue proprietà epatoprotettive, antiemetiche, colagoghe e diuretiche. Esso ha inoltre effetti procinetici. In uno studio, infatti, l’estratto di cardo associato a quello di zenzero ha mostrato la capacità di accelerare lo svuotamento gastrico, senza causare effetti collaterali significativi[5].

Antiacidi

Alcune sostanze come il bicarbonato di sodio e il carbonato di calcio hanno la capacità di tamponare l’acidità gastrica, limitando l’azione irritante e corrosiva del contenuto che refluisce nell’esofago. Tuttavia il loro effetto è solo momentaneo e non esente da effetti collaterali che, talvolta, possono essere anche gravi.

Nella medicina popolare il bicarbonato di sodio, associato al succo di limone, è utilizzato come un efficace rimedio naturale per l’acidità. Il succo di limone, infatti, è ricco di acido citrico che, combinato con il bicarbonato di sodio, forma il citrato di sodio, un sostanza utilizzata comunemente in alcuni preparati commerciali per l’acidità di stomaco. Vale la pena ricordare, però, che il limone di per sé, contrariamente ad alcune dubbie testimonianze online, può invece aggravare i sintomi del reflusso a causa del suo pH acido.

Rimedi naturali per il reflusso gastroesofageo: la dieta

Uno dei più importanti rimedi naturali per la gestione dei sintomi del reflusso gastroesofageo è la dieta. Una scelta ragionata degli alimenti, associata a buone abitudini alimentari, può infatti ridurre significativamente i sintomi del reflusso. È quindi necessario prestare attenzione al cosa mangiarecome mangiare e cosa evitare.

Cosa mangiare per calmare il reflusso

In caso di reflusso gastroesofageo, sono da preferire:

  • cibi ipolipidici, cioè con pochi grassi, come pesce magro, carni magre e formaggi freschi; il basso contenuto di grassi, infatti, richiede una minore produzione di acido per la loro digestione;
  • cibi con un basso apporto di carboidrati;
  • cibi ricchi in fibre come ad esempio cuscus, riso integrale, fiocchi d’avena, verdure verdi, carote e barbabietole; il loro elevato livello di fibre permette di raggiungere più velocemente il senso di sazietà, evitando pasti eccessivi;
  • alimenti alcalinizzanti, cioè a bassa acidità come cavoli, patate, finocchi e banane;
  • cibi cotti attraverso cotture semplici come bollitura o cottura al vapore.

Come mangiare per calmare il reflusso

In caso di reflusso gastroesofageo, è necessario osservare i seguenti comportamenti:

  • consumare piccoli pasti in maniera frequente, osservando la regola dei 5 pasti distribuiti nell’arco della giornata;
  • non saltare i pasti. È il miglior modo per evitare un eccessivo senso di fame prima del pasto;
  • masticare bene il cibo. Il bolo alimentare, se ben masticato, sarà digerito in minor tempo e con un minor volume di acido gastrico;
  • consumare i pasti in un ambiente sereno, evitando situazioni emotivamente stressanti; i fattori di ordine psicologico possono influenzare negativamente la quantità di cibo ingerito, la velocità di masticazione e la motilità gastrica, oltre ad accentuare i sintomi della MRGE;
  • mangiare almeno tre ore prima di coricarsi, in modo da evitare che la digestione sia ancora in atto quando si è in posizione distesa;
  • cercare di rimanere in piedi dopo il pasto; se seduti, cercare di rimanere con il tronco in posizione il più possibile eretta.
https://www.gastroprotezione.it/2021/10/01/reflusso-la-dieta-mediterranea/

Cosa non mangiare per calmare il reflusso

In caso di reflusso gastroesofageo è opportuno evitare:

  • cibi iperlipidici, cioè con un alto livelli di grassi. È quindi sconsigliabile mangiare carne grassa, latticini interi e cibi oleosi;
  • pasti ad elevato contenuto di carboidrati;
  • cibi fritti;
  • alimenti affumicati;
  • cibi acidi come pomodori, pompelmi, arance, limoni, ananas e lime;
  • aglio, cipolle e alimenti piccanti o speziati;
  • alcolici;
  • bevande gassate, che potrebbero distendere meccanicamente lo stomaco, stimolando la secrezione di acido;
  • cioccolato. Esso contiene una sostanza nota come metilxantina, che riduce il tono dello sfintere esofageo, favorendo il reflusso gastrico verso l’esofago;
  • caffè e tè. Entrambe contengono caffeina che diminuisce la pressione dello sfintere esofageo.

Rimedi per il reflusso gastroesofageo: lo stile di vita

I sintomi del reflusso gastroesofageo possono ulteriormente migliorare adottando i seguenti suggerimenti:

  • smetti di fumare: il consumo di nicotina, infatti, stimola la secrezione acida e rilassa lo sfintere esofageo;
  • perdi peso: l’essere in sovrappeso, soprattutto se l’adiposità è localizzata nel ventre, aumenta la pressione sullo stomaco, favorendo meccanicamente la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago;
  • alza la testiera del letto di circa 15 cm; la posizione supina, infatti, favorisce il reflusso. L’utilizzo di un doppio cuscino può essere utile, ma non di rado crea dolore cervicale; un alternativa è quella di ridurre l’altezza (tagliandoli) dei due piedi inferiori del letto, ovvero aumentare l’altezza dei due piedi superiori. In entrambi i modi è possibile aumentare l’inclinazione del letto, mantenendo una posizione cervicale neutra durante il riposo;
  • dormi sul fianco sinistro, così da ridurre (per ragioni anatomiche e meccanche) la quantità di contenuto gastrico che refluisce verso l’esofago.

Reflusso e respirazione diaframmatica

La respirazione diaframmatica è una particolare tecnica di respirazione che, contrariamente al modo naturale di respirare, prevede di distendere la pancia quando si inspira e contrarla quando si espira. In tal modo si allena il diaframma, il muscolo che sostiene la chiusura dello sfintere esofageo inferiore che, a sua volta, impedisce la risalita di contenuto gastrico nell’esofago. La sua pratica può quindi aiutare nella gestione dei sintomi del reflusso gastroesofageo, così come evidenziato da diversi studi.

Agopuntura e reflusso

Diversi studi hanno suggerito come l’agopuntura possa avere un’efficacia simile a quella della terapia farmacologica per la MRGE. In alcuni studi clinici il suo effetto sul reflusso è stato infatti paragonato a quello dell’omeprazolo o del pantoprazolo associato ad un procinetico. I miglioramenti, accertati con opportuni esami diagnostici, sono inoltre risultati significativi e duraturi nel tempo. Le tecniche di agopuntura hanno anche dimostrato di ridurre i livelli esofagei di bile, suggerendo un suo possibile utilizzo come rimedio naturale per il reflusso biliare. Sebbene si tratti di evidenze preliminari che devono essere adeguatamente approfondite, l’agopuntura potrebbe quindi rappresentare un efficace rimedio naturale per il reflusso gastroesofageo.

Bibliografia

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