venerdì, Giugno 21, 2024
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Gastroprotettori naturali

Generalmente i farmaci utilizzati per la gastro-protezione agiscono riducendo la secrezione di acido gastrico dalle cellule parietali dello stomaco. Gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, etc.), ad esempio, abbattono la produzione di acido, inibendo l’enzima gastrico H+/K+-ATPasi, cioè la pompa a protoni. Gli H2 antagonisti (ranitidina, etc.) bloccano invece il recettore dell’istamina H2, da cui dipende il rilascio di acido cloridrico. Altri dispositivi medici, come i protettori mucosali, mirano invece a rafforzare le difese della mucosa del tratto digerente, proteggendola dall’azione irritante dei succhi gastrici. Queste funzioni possono essere svolte anche da particolari sostanze naturali, che possono agire similmente ai farmaci, sebbene con con effetti di minore intensità. In questo articolo ci occuperemo dei gastroprotettori naturali, cioè di quelle sostanze che possono coadiuvare il trattamento dei disturbi dovuti all’insulto dei succhi gastrici, riducendo la produzione di acido e aumentando le difese della mucosa digerente.

Gastroprotettori naturali: l’inibitore di pompa protonica naturale

Diversi studi hanno mostrato come alcune sostanze naturali possano inibire la secrezione di acido gastrico con un meccanismo d’azione simile a quello degli inibitori di pompa protonica. Si tratta, tuttavia, di studi condotti in vitro su modelli animalii cui risultati non possono essere estesi automaticamente agli esseri umani.

I gastroprotettori naturali con proprietà antisecretive sono:

  • Miricetina: è un flavonoide che si trova prevalentemente nei frutti di bosco e nel vino rosso. È conosciuta in ambito scientifico per le sue proprietà antiossidanti e antitumorali. In un recente studio [1] essa ha inoltre mostrato la capacità di inibire la secrezione di acido agendo sullo stesso enzima target degli IPP, cioè H+/K+-ATPasi. Inoltre la sua somministrazione orale su modello animale ha ridotto la secrezione di acido indotta dall’istamina;
  • Catechine: sono flavonoidi che si trovano prevalentemente nel tè verde, ma anche nel cacao e nel vino. Hanno documentate proprietà antiossidanti, cardiovascolari e antitumorali. Esse hanno inoltre mostrato di avere effetti antisecretori e antiulcera dovuti alla loro capicità di inibire la produzione di acido, agendo sulla pompa a protoni [2];
  • Bardana maggiore Arctium lappa l: è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae, conosciuta per le sue proprietà diuretiche, depurative e digestive. L’estratto delle sue radici ha mostrato di proteggere cavie di laboratorio dall’azione ulcerogena dell’etanolo. Il suo effetto gastroprotettivo è dovuto alla capacità della Bardana maggiore di ridurre la secrezione di acido inibendo la pompa protonica [3];
  • Cecropia glaziovii Sneth: è una pianta appartenente alla famiglia delle Cecropiaceae, utilizzata in America latina per le sue proprietà cardiotoniche, diuretiche, ipotensive, antinfiammatorie e antiasmatiche. Il suo estratto, oltre ad inibire la pompa a protoni [4], ha mostrato proprietà antiulcera. La sua somministrazione, infatti, ha evitato la comparsa di lesioni gastriche in cavie di laboratorio esposte ad una miscela di etanolo e indometacina, uno dei FANS maggiormente gastrolesivi. La Cecropia potrebbe quindi essere utilizzata come un gastroprotettore naturale per antinfiammatori, complementarmente alla terapia farmacologica per la prevenzione del danno gastrointestinale da Fans (cardioaspirinaPiroxicam, etc.).
  • Mirto o Myrtus communis: è una pianta appartenente alla famiglia delle Myrtaceae, tipica della macchia mediterranea e diffusa in Sardegna e Corsica. Esso può essere considerato una forma di “omeprazolo naturale“. Uno studio a doppio cieco randomizzato e controllato ha infatti mostrato come il suo utilizzo abbia un efficacia simile a quella dell’omeprazolo nel ridurre i sintomi associati al reflusso[5]. Il suo effetto gastroprotettivo è dovuto alla sua capacità di ridurre la secrezione di acido e alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti[6].
  • Azadirachta indica o Neem: è una pianta appartenente alla famiglia delle Meliaceae, nota per le sue innumerevoli proprietà medicamentose, tanto da essere definita in India come “farmacia del villaggio”. Uno studio ne ha evidenziato la capacità di inibire le secrezione acida e le proprietà antiulcera, agendo sull’enzima H+/K+-ATPasi [7].

Protettori mucosali naturali

I protettori mucosali naturali agiscono sui fattori di protezione dello stomaco, aumentandone le difese o proteggendola meccanicamente dall’insulto dei succhi gastrici. Appartengono a questo gruppo sostanze come:

  • Flavonoidi: queste sostanze, come per esempio l’epigallocatechina del tè verde, rafforzano le difese della mucosa gastrica, aumentando la produzione di muco, bicarbonato, prostaglandine ed enzimi antiossidanti. Esse, inoltre, inibiscono anche la secrezione di acido, regolando la pompa a protoni e i livelli d’istamina, con un meccanismo simile a quello degli IPP e degli H2 antagonisti;
  • Liquirizia: la radice di liquirizia è in grado di aumentare la produzione di muco sulle pareti dello stomaco, proteggendole dall’insulto acido e favorendone la riepitelizzazione. La liquirizia andrebbe assunta nella sua forma deglicirrizzata, cioè privata di glicirrizina. Essa, infatti, può causare ipertensione e perdita di potassio;
  • Corchorus olitorius: è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae, utilizzata prevalentemente per i suoi effetti contro l’infertilità, anticonvulsivi e purgativi. In modelli animali ha dimostrato la capacità di preservare intatta la barriera mucolitica dello stomaco esposta a sostanze ulceranti [8];
  • Alginati: sono polisaccaridi derivati da alcuni tipi di alghe che, a contatto con l’acido gastrico, formano un gel protettivo sulla mucosa gastrica, isolandola meccanicamente dall’ambiente acido dello stomaco. Inoltre il gel viscoso forma uno “strato galleggiante” nello stomaco, che impedisce la risalita dei succhi gastrici verso l’esofago. L’algina, infatti, è spesso utilizzata come un gastroprotettore naturale per il reflusso gastroesofageo;
  • Mastice di Chios: è una resina ottenuta dall’albero di Pistacia lentiscus, più comunemente noto come lentisco, tipico dell’area mediterranea. La resina, quando masticata, si ammorbidisce, formando una gomma bianca dal sapore di pino[9], che protegge la mucosa dall’insulto acido. In uno studio controllato a doppio cieco su 38 pazienti il consumo giornaliero di 1 grammo di mastice ha infatti portato alla guarigione (accertata endoscopicamente) dell’ulcera duodenale nel 70% dei pazienti, rispetto al solo 22% del gruppo di controllo[10].
  • Olmo scivoloso. L’estratto della corteccia di olmo ha un elevato contenuto di mucillagini. Esse, a contatto con i succhi gastrici, formano un gel viscoso che protegge meccanicamente la mucosa gastrica dall’azione irritante dell’acido e limita il reflusso acido verso l’esofago.

Conclusioni

gastroprotettori naturali sono sostanze che possono migliorare i sintomi dovuti all’insulto dei succhi gastrici sulla mucosa digerente come il reflusso gastroesofageo, la dispepsia, la gastrite e l’ulcera. Alcune sostanze, inoltre, potrebbero alleviare anche i disturbi che non dipendono, almeno non solamente, dall’acido, come il reflusso biliare o l’ipersensibilità viscerale. I protettori mucosali naturali, infatti, possono proteggere la mucosa digerente anche da stimoli non acido-correlati. Tuttavia le evidenze disponibili derivano prevalentemente da studi condotti in vitro e su modello animale, che richiedono ulteriori approfondimenti per chiarirne l’efficacia sull’uomo. I gastroprotettori naturali possono quindi essere utilizzati per coadiuvare la terapia farmacologica o durante la fase di mantenimento della malattia, per alleviarne e mantenerne in remissione i sintomi. Essi non possono quindi sostituire i farmaci gastroprotettori, che devono però essere utilizzati seguendo scrupolosamente le linee guida, evitando utilizzi impropri e potenzialmente dannosi.

Bibliografia
Prof. Ludovico Abenavoli
Prof. Ludovico Abenavoli
Professore associato di Malattie dell’Apparato Digerente - Dipartimento Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro - A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro

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