fbpx
venerdì, Luglio 30, 2021
HomeGastroprotettoriGastroprotettori e Antinfiammatori

Gastroprotettori e Antinfiammatori

  Gastroprotettori e antinfiammatori: quale relazione?

  Gastroprotettori e antinfiammatori: la prevenzione

  I gastroprotettori per Antinfiammatori


  Gastroprotettori e antinfiammatori: quale relazione?

I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) sono utilizzati per la loro capacità di ridurre dolore e infiammazione. Generalmente sono considerati farmaci sicuri. Tuttavia il loro uso può causare effetti collaterali, in particolare a livello gastrico e intestinale. I più comuni sono l’acidità, il mal di stomaco, la nausea, il vomito e la diarrea. Talvolta però le complicanze sono più severe. L’utilizzo dei FANS può infatti causare erosioni, ulcere e emorragie, soprattutto in soggetti a rischio e in caso di uso prolungato.

La suscettibilità gastrointestinale agli antinfiammatori risiede nel loro meccanismo d’azione. I FANS, infatti, inibiscono un particolare gruppo di enzimi chiamati ciclossigenasi (COX). Le ciclossigenasi, a loro volta, sono responsabili della sintesi delle prostaglandine, un gruppo di sostanze che scatena infiammazione e dolore. I FANS, inibendo le ciclossigenasi, riducono la sintesi di prostaglandine. Da qui deriva il loro noto effetto antidolorifico e antinfiammatorio. Tuttavia le prostaglandine, oltre ad essere mediatrici di dolore e infiammazione, svolgono anche un’importante funzione protettiva della mucosa gastrica. La loro inibizione rende quindi suscettibili le pareti dello stomaco all’insulto dei succhi gastrici. È questa la ragione per cui è opportuno utilizzare i gastroprotettori in caso di assunzione di FANS.

Gli antinfiammatori non steroidei sono gastrolesivi in misura variabile. Il Piroxicam e il Ketorolac (Toradol), ad esempio, hanno un elevato livello di tossicità gastrointestinale; il Ketoprofene (OKI), l’Indometacina e il Dicoflenac (Voltaren) hanno un livello di tossicità intermedio; l’Ibuprofene, conosciuto come Brufen, è invece il meglio tollerato.

La gastrolesività dei FANS è dose-correlata. Il danno gastrointestinale varia cioè in base al dosaggio somministrato. Inoltre, se da un lato il trattamento a lungo termine è un noto fattore di rischio per l’insorgenza di complicazioni severe, dall’altro anche il loro utilizzo occasionale è in grado di causare danni a carico del sistema gastrointestinale.


  Gastroprotettori e antinfiammatori: la prevenzione

Le complicanze gastrointestinali degli antinfiammatori possono essere ridotte attraverso opportuni accorgimenti.

Fattori di Rischio

Innanzitutto è necessario considerare quali sono i pazienti maggiormente a rischio di complicazioni. Riconoscerli, infatti, consente l’adozione di opportune misure di gastroprotezione nei loro confronti. In letteratura medica si ritiene che il maggior rischio sia per i pazienti con:

  • storia pregressa di emorragia e/o ulcera peptica non guarita del tratto gastrointestinale superiore;
  • infezione da Helicobacter Pylori;
  • terapia concomitante di corticosteroidi orali e/o anticoagulanti;
  • età maggiore ai 70 anni.

In tutti questi pazienti è opportuno l’utilizzo di gastroprotettori in caso di uso di antinfiammatori. Un’attenzione particolare deve essere riservata alla terapia dell’Helicobacter Pylori. La sua eradicazione, infatti, evita l’insorgenza di emorragie ricorrenti da FANS, con un’efficacia pari a quella della terapia con gastroprotettori.

Antinfiammatori e Stomaco: raccomandazioni

Gli antinfiammatori non steroidei dovrebbero essere prescritti:

  • solo quando il paziente non risponde ai semplici analgesici da banco, come il Paracetamolo;
  • scegliendo i FANS con il minor livello di gastrolesività, come l’Ibuprofene;
  • utilizzando i minori dosaggi possibili per il minor tempo possibile.

Un’ulteriore opzione farmaceutica alternativa all’utilizzo dei comuni FANS è quella dei cosiddetti COXIB o inibitori selettivi della ciclossigenasi-2 (COX-2). Essi appartengono pur sempre alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei, ma diversamente dai comuni FANS inibiscono solo un tipo di ciclossigenasi, la cox-2, da cui non dipende la produzione di sostanze gastroprotettive. I COXIB hanno quindi un minore livello di gastrolesività. Tuttavia i loro maggiori effetti collaterali a livello cardiovascolare ne suggeriscono la prescrizione solo in pazienti a rischio, che necessitino di terapia antinfiammatoria a lungo termine.


  I gastroprotettori per Antinfiammatori

Gli antinfiammatori riducono la protezione dello stomaco, che subisce così l’azione irritante dei succhi gastrici. La gastroprotezione può quindi realizzarsi:

  • diminuendo la secrezione dell’acido gastrico;
  • aumentando le difese della mucosa gastrica.

I farmaci per ridurre l’acidità

I farmaci per la riduzione dei succhi gastrici sono gli inibitori di pompa protonica (IPP) e gli H2 antagonisti. Gli H2 antagonisti sono utilizzati con minor frequenza; gli IPP, infatti, hanno dimostrato una maggiore efficacia tanto nella cura quanto nella prevenzione del danno gastrointestinale da FANS. Una singola somministrazione di pantoprazolo 20mg, ad esempio, risulta più efficace di una doppia somministrazione di famotidina 40mg nella prevenzione di ulcere e erosioni gastroduodenali. L’inibitore di pompa protonica è quindi il migliore gastroprotettore per il danno gastrointestinale da FANS.

I gastroprotettori IPP dovrebbero essere utilizzati continuativamente durante il trattamento con gli antinfiammatori. Il loro utilizzo prolungato ha infatti dimostrato di prevenire l’insorgenza dell’ulcera peptica nei pazienti che necessitano di antinfiammatori per lungo tempo. Tuttavia in soggetti con una storia pregressa di emorragie gastrointestinali il rischio di recidive appare elevato anche associando gli inibitori di pompa all’uso dei FANS. A tal riguardo uno studio randomizzato in doppio cieco ha messo in evidenza come l’associazione di un COXIB (Celecoxib) con un IPP (esomeprazolo) sia in grado di azzerare le recidive di sanguinamento nei pazienti oggetto dello studio.

Gastrorotettore: quando prenderlo

In caso di terapia antinfiammatoria è raccomandabile prendere l’inibitore di pompa protonica a stomaco vuoto, 30 minuti prima dei pasti. In genere è consigliabile assumere il farmaco al mattino, cioè in quella fase della giornata in cui è più probabile che si sia a stomaco vuoto. Gli IPP sono in grado di ridurre la secrezione acida per 24-48 ore.

I farmaci per la protezione dello stomaco

Un ulteriore strategia di gastroprotezione è quella di aumentare le difese della mucosa gastrica. In questo caso il farmaco d’elezione è il misoprostolo, un derivato della prostaglandina. Il misoprostolo è utilizzato specificatamente per la prevenzione dell’ulcera da FANS. Ha un’efficacia elevata; tuttavia il suo utilizzo è stato rimpiazzato dagli IPP, a causa dei suoi frequenti effetti collaterali come nausea e diarrea. Un altro farmaco per aumentare le difese della mucosa gastrica è il sucralfato, che forma una barriera protettiva sulle pareti dello stomaco. Il sucralfato si stratifica sulla mucosa gastrica, isolandola dall’azione dei succhi gastrici e favorendone la riepitelizzazione quando lesionata.

GASTROPROTETTORI   Per avere maggiori informazioni sui farmaci per la protezione dello     stomaco, consulta la nostra guida sui Gastroprotettori
Redazione Gastroprotezione.it
La redazione di Gastroprotezione.it è formata da esperti nella comunicazione scientifica, che hanno conseguito i massimi livelli di qualificazione accademica (dottorato di ricerca). Guidati dai bisogni dei pazienti, monitoriamo costantemente la produzione scientifica per diffondere un'informazione affidabile ed aggiornata sulla salute digestiva. Gastroprotezione.it - L'Informazione Digeribile!

La nostra Community

Iscriviti alla Newsletter

ultimissime