martedì, Ottobre 19, 2021
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Gastroprotettori


  Gastroprotettori: a cosa serve la protezione per lo stomaco?

Generalmente le pareti dello stomaco tollerano efficacemente l’acido cloridrico. Lo stomaco, infatti, è rivestito da una barriera protettiva, che isola le sue pareti dall’azione irritante degli acidi. Talvolta, però, le sue difese possono indebolirsi, esponendo la mucosa gastrica all’ambiente acido dello stomaco. Così l’esposizione cronica ai succhi gastrici infiamma lo stomaco, causando problemi come la gastrite e l’ulcera. È allora necessario ricorrere ai gastroprotettori, che consentono di ridurre la secrezione acida o di aumentare le difese della mucosa gastrica. Essi offrono quindi un utile protezione per lo stomaco dall’azione irritante dell’acido cloridrico.


  Quali sono i farmaci gastroprotettori?

I gastroprotettori possono essere distinti in farmaci per la riduzione della secrezione di acido e farmaci per la protezione della mucosa gastrica. Appartengono al primo gruppo gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina e gli inibitori di pompa protonica (IPP).

I gastroprotettori H2 antagonisti

I farmaci H2 antagonisti o farmaci antagonisti dei recettori H2 dell’istamina riducono la secrezione di acido cloridrico. L’istamina, infatti, legandosi ai rettori H2 presenti sulle cellule parietali dello stomaco, innesca la secrezione di acido gastrico. Gli H2 antagonisti bloccano il legame tra l’istamina e i suoi recettori, riducendo il rilascio di succhi gastrici.

Le indicazioni per gli antagonisti dei recettori H2 dell’istamina sono:

Quali sono i farmaci H2 antagonisti?

  • ranitidina (Ranidil®, Zantac®)
  • cimetidina (Etideme®)
  • famotidina (Famodil®)
  • nizatina (Nizax®)
Attualmente alcuni di questi farmaci sono stati sospesi o è stata revocata l’autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’AIFA.
Nello specifico:
Ranidil® e Zantac®
Etideme®
Famodil®

Generalmente tali medicinali sono ritenuti sicuri, fatta eccezione per la cimetidina, che provoca effetti collaterali con una maggiore frequenza rispetto agli altri H2 antagonisti.

Gli H2 antagonisti devono essere assunti 30 minuti prima dei pasti, in modo da ridurre la secrezione acida in risposta all’ingestione di cibo. Il loro effetto dura dalle 6 alle 12 ore. Nella prassi clinica l’uso degli H2 antagonisti è stato superato dagli inibitori di pompa protonica, ritenuti migliori gastroprotettori in termini di efficacia.

Gastroprotettori: gli inibitori di pompa protonica (IPP)

Gli inibitori di pompa protonica o IPP riducono il rilascio di acido gastrico. Gli IPP inibiscono un’enzima, ovvero la pompa a protoni, responsabile della secrezione di succhi gastrici.

Le indicazioni per gli inibitori di pompa protonica sono:

L’associazione degli IPP agli antibiotici per l’eradicazione dell’Helicobacter Pylori è utilizzata per ridurre il livello di acidità dello stomaco. L’effetto degli antibiotici, infatti, potrebbe essere ridotto dall’azione germicida dei succhi gastrici.

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Quali sono gli inibitori di pompa protonica?

  • il lansoprazolo;
  • l’omeprazolo;
  • il pantoprazolo;
  • il rabeprazolo;
  • l’esomeprazolo.

Qual’è il gastroprotettore migliore?

Allo stato attuale non ci sono prove dirimenti che l’efficacia di alcuni inibitori di pompa protonica possa essere maggiore di quella di altre molecole. Sulla base della revisione di studi controllati randomizzati le differenze tra i diversi gastroprotettori sono trascurabili. L’American College of Gastroenterology ha infatti dichiarato che non ci sono differenze significative tra i diversi IPP nei loro meccanismi d’azione e nella cura del reflusso gastroesofageo.

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Quando prendere il gastroprotettore?

È consigliabile assumere gi IPP al mattino, 30 minuti prima del pasto. Il loro effetto dura dalle 24 alle 48 ore.

Inibitori di pompa: gli effetti collaterali

L’utilizzo degli IPP dovrebbe essere limitato nel tempo. Un uso prolungato, infatti, può avere effetti collaterali importanti come:

Consulta i nostri approfondimenti su Inibitori di pompa e cancro gastrico e sull’Effetto rebound degli IPP
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Gastroprotettori in gravidanza

L’utilizzo degli inibitori di pompa protonica (IPP) o degli H2 antagonisti in gravidanza non è associato ad un maggiore rischio di malformazioni, nascite premature o ridotto peso alla nascita. L’uso dei gastroprotettori è quindi ritenuto sicuro durante la gravidanza. Tuttavia, come per ogni altro farmaco durante la gestazione, è consigliabile prendere il gastroprotettore al minor dosaggio per il minor tempo possibile.

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I farmaci per la protezione della mucosa gastrica

I farmaci per la protezione della mucosa gastrica aumentano le difese delle dello stomaco dall’azione corrosiva degli acidi gastrici. I medicinali appartenenti a questa classe farmaceutica sono il misoprostolo, il sucralfato e il bismuto colloidale.

MISOPROSTOLO

Il misoprostolo è un farmaco derivato da una particolare prostaglandina, la E1. La sua struttura chimica analoga alla prostaglandina E1 ne permette di imitare le funzioni. Il misoprotstolo, infatti, stimola la produzione di muco e bicarbonato, aumentando la barriera mucolitica e tamponando l’ipersecrezione acida. Il misoprostolo è quindi efficace per la prevenzione del danno gastrointestinale da FANS. Esso, infatti, è utilizzato come gastroprotettore per antinfiammatori; in alcuni farmaci è integrato con l’antinfiammatorio per garantire una migliore protezione dello stomaco. Il Misofenac o l’Artrotec, ad esempio, associano il misoprostolo al dicoflenac. Tuttavia il suo utilizzo presenta una maggiore frequenza di effetti collaterali rispetto ai gastroprotettori IPP e H2 antagonisti.

SUCRALFATO

Il sucralfato è un gastroprotettore composto da idrossido di alluminio e saccarosio octasolfato. Tale composto, una volta ingerito, forma un rivestimento protettivo sulla mucosa gastrica. In particolare il sucralfato si stratifica sulle pareti dello stomaco, isolandole dai succhi gastrici e favorendone la riepitelizzazione, quando lesionate. Inoltre il sucralfato, aumentando la produzione di prostagladine, stimola il rilascio di muco e bicarbonato nella mucosa gastrica. Per queste ragioni è indicato per il trattamento di:

  • ulcera gastroduodenale;
  • danno gastrointestinale da antinfiammatori non steroidei;
  • gastrite acuta;
  • esofagite da reflusso.

Tuttavia il suo utilizzo può causare effetti collaterali come stipsi e flatulenza, oltre a modificare l’assorbimento di alcuni farmaci come le tetracicline.

BISMUTO COLLOIDALE

Il bismuto colloidale è un farmaco citoprotettivo antiulcera. Assunto per via orale, forma uno strato protettivo sulla mucosa gastrica, proteggendola dall’insulto acido. La sua capacità di aumentare la sintesi di prostaglandine, favorisce la produzione di muco e bicarbonato, potenziando le difese dello stomaco. Il bismuto colloidale, inoltre, ha proprietà antibatteriche. Per questa ragione è utilizzato in associazione agli antibiotici e agli inibitori di pompa protonica per l’eradicazione dell’Helicobacter Pylori.

  Gli antiacidi

Un ulteriore strategia per la protezione dello stomaco è quella di neutralizzare l’acido prodotto dallo stomaco. Tale funzione è svolta dagli antiacidi. In questo caso i farmaci non riducono la secrezione di succhi gastrici, né potenziano le difese della mucosa. Essi invece tamponano l’acido secreto dallo stomaco, riducendone il PH.

Gli antiacidi abbassano efficacemente l’acidità, riducendo velocemente il bruciore di stomaco. Tuttavia il loro effetto dura solamente dalle 3 alle 4 ore. È consigliabile quindi assumerli “al bisogno“, in caso di necessità, evitandone l’uso per più di due settimane consecutive. Generalmente sono distribuiti come “farmaci da banco” e non necessitano di ricetta medica. Gli antiacidi più comuni sono:

  • il bicarbonato di sodio;
  • il carbonato di calcio;
  • l’idrossido di alluminio;
  • l’idrossido di magnesio.

Generalmente gli antiacidi sono ben tollerati. Tuttavia possono causare effetti collaterali come:

  • Diarrea;
  • Stipsi;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Stanchezza.

Un uso eccessivo o protratto nel tempo di antiacidi può potare a un’iperacidità di rimbalzo. La riduzione del livello di acidità dovuto agli antiacidi può cioè stimolare lo stomaco a produrre più acido. In questo caso i farmaci potrebbero quindi peggiorare i sintomi per i quali sono assunti.

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Redazione Gastroprotezione.it
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