venerdì, Giugno 21, 2024
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Helicobacter pylori: si guarisce?

L’infezione da H pylori è la causa principale della maggior parte dei casi di ulcera peptica, cancro e linfoma gastrico. La sua eradicazione ha quindi assunto un’importanza centrale per la prevenzione di tali patologie. Non sempre, però, la terapia eradicante funziona. I risultati variano a seconda del protocollo terapeutico utilizzato. I tassi di insuccesso, infatti, oscillano tra il 10% e il 30%, senza considerare i possibili casi di reinfezione. Ciò significa che ogni 100 persone, un numero compreso tra i 70 e i 90 soggetti guarisce dall’Helicbacter pylori, mentre tra i 10 e i 30 pazienti non riescono ad eradicarlo.

Perché non si guarisce dall’Helicobacter pylori?

Il principale ostacolo alla terapia eradicante dell’H pylori è l’antibiotico-resistenza. Negli anni, infatti, la pervasiva campagna di eradicazione del batterio ha portato alla selezione di ceppi di H pylori resistenti agli antibiotici. La comunità scientifica ha quindi aggiornato più volte le linee guida per la terapia dell’Helicobacter pylori cambiando tipo, dosaggi e durata della terapia. In ogni caso andrebbe sempre evitato l’utilizzo di antibiotici per i quali sia nota la resistenza in una certa area geografica o che si siano già dimostrati inefficaci sul paziente. È inoltre possibile scegliere l’antibiotico sulla base dell’antibiogramma. Tale esame, infatti, permette di stabilire preventivamente la risposta del batterio ai diversi antibiotici disponibili.

Lo stile di vita

Un’ulteriore causa del fallimento della terapia eradicante è la scarsa aderenza al protocollo terapeutico. L’utilizzo massiccio di antibiotici per più giorni, infatti, può causare effetti collaterali significativi come, ad esempio, la diarrea. I pazienti tendono così ad interrompere la cura o a seguirla in modo discontinuo, pregiudicandone il successo. Sebbene l’interruzione sia in alcuni casi giustificata, in molti altri la raccomandazione è quella di seguire meticolosamente la terapia.

Il fumo è un’altro fattore che può pregiudicare la terapia. S’ipotizza, infatti, che il fumo, diminuendo l’irrorazione sanguigna dell’epitelio gastrico e favorendo la produzione di muco, ostacoli l’arrivo degli antibiotici alla mucosa gastrica[1]. Inoltre il fumo aumenta la secrezione di acido che, a sua volta, può diminuire l’effetto degli antibiotici.

Le caratteristiche individuali

Il successo della terapia eradicante varia anche in base all’età. Un recente studio, infatti, ha mostrato come gli over 40 anni abbiano maggiori probabilità di guarire dall’Helicobacter pylori rispetto alle persone più giovani. Il tasso di eradicazione della terapia farmacologica per le fasce d’età 40-49, 50-59, 60-69 era, rispettivamente, del 83%, 85% e 100%. Al contrario nella fascia dei pazienti tra i 30 e i 39 anni la percentuale di eradicazione era solo del 47%[2].

Lo studio mostra una chiara relazione tra età e fallimento della terapia. Le ragioni possono essere diverse. Da un lato, gli anziani tendono ad avere una maggiore atrofia gastrica, quindi una minore produzione di acido gastrico e una conseguente maggiore sensibilità agli antibiotici. Dall’altro, i giovani tendono ad avere minore aderenza alla terapia, a causa di uno stile di vita tendenzialmente più frenetico e meno attento alla salute.

Alcune caratteristiche genetiche dei pazienti potrebbero inoltre ridurre l’assorbimento degli inibitori di pompa protonica (IPP). Generalmente gli IPP sono utilizzati nella terapia di eradicazione per ridurre la secrezione di acido e garantire così l’effetto pieno degli antibiotici. Tuttavia diversi studi hanno mostrato come particolari caratteristiche genetiche (polimorfismi) interferiscano con il metabolismo degli IPP, diminuendone la concentrazione plasmatica e quindi l’effetto. Per questa ragione alcuni ricercatori hanno proposto di aumentare il dosaggio degli IPP che più risentono di tali polimorfismi o di utilizzare gastroprotettori, come il rabeprazolo, che ne risentono di meno[3]. Ciò potrebbe contribuire ad un maggior successo della terapia eradicante.

Infine la concentrazione dell’H pylori nello stomaco, prima di iniziare la terapia, sembra essere associata inversamente al suo successo. Maggiore è la concentrazione, minore è la probabilità di eradicazione. In questa prospettiva potrebbe essere utile l’utilizzo di alcuni rimedi naturali, come alcuni probiotici, che possono contribuire a ridurre la carica batterica prima e durante la cura farmacologica, oltre a mitigarne gli effetti colllaterali come la diarrea.

Bibliografia
Prof. Enrico Ricci
Prof. Enrico Ricci
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).

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