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Reflusso e pressione alta

Negli ultimi anni diverse evidenze scientifiche hanno suggerito una possibile connessione tra la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) e alcuni disturbi cardiovascolari. Uno studio, ad esempio, ha rivelato come i pazienti affetti da MRGE abbiano un più alto rischio di sviluppare la malattia coronarica[1], una patologia caratterizzata da un restringimento delle arterie coronarie, che limita l’apporto di sangue al cuore. Tuttavia alla base di questa patologia vi è solitamente l’ipertensione, una condizione anch’essa legata alla MRGE. La relazione tra reflusso e pressione alta, infatti, è stata più volte evidenziata da diverse ricerche.

Reflusso e Ipertensione

La relazione tra reflusso e pressione alta è stata oggetto di uno studio pubblicato sul Journal of clinical gastroenterology[2]. I ricercatori hanno reclutato 86 pazienti ipertesi, monitorandone costantemente la pressione sanguigna e il livello di acidità esofagea. Lo studio ha rivelato che:

  • il 44% dei pazienti ipertesi era affetto anche da reflusso gastroesfageo;
  • i picchi di pressione alta tendevano a coincidere con gli attacchi di reflusso;
  • il trattamento con inibitori di pompa protonica (IPP) migliorava i sintomi del reflusso e dell’ipertensione.

Lo studio ha quindi mostrato che chi soffre di reflusso ha un maggior rischio di essere affetto da pressione alta e che l’ipertensione può migliorare curando il reflusso gastroesofageo.

Il reflusso fa aumentare la pressione?

Il meccanismo alla base del legame tra reflusso e pressione alta non è del tutto chiaro. I ricercatori avanzano diverse ipotesi.

Una spiegazione è che il reflusso acido nell’esofago è in grado di attivare il sistema nervoso simpatico. Tale sistema, quando attivo, causa una maggiore contrazione del cuore e induce vasocostrizione periferica. L’aumento del flusso sanguigno, combinato alla maggiore resistenza vascolare periferica, porta all’incremento della pressione sanguigna.

Una spiegazione alternativa ipotizza invece l’esistenza di un comune meccanismo nel cervello, che regola sia la funzione digestiva che i riflessi cardiovascolari. L’associazione di reflusso e ipertensione deriverebbe quindi da un condiviso meccanismo cerebrale.

Vale la pena notare, inoltre, che la relazione tra reflusso e pressione alta può dipendere da fattori di rischio comuni, collegati allo stile di vita. Entrambe le condizioni, infatti, sono spesso causate o aggravate da cattive abitudini alimentari, obesità e fumo. Tali fattori di rischio si presentano frequentemente sia nei pazienti ipertesi che in quelli affetti da reflusso. Ciò potrebbe quindi spiegare, almeno in parte, la loro frequente associazione.

Infine l’utilizzo dei farmaci calcioantagonisti, prescritti per l’ipertensione, può peggiorare i sintomi della MRGE, diminuendo il tono dello sfintere esofageo. Ciò potrebbe contribuire a spiegare la presenza concomitante di reflusso e pressione alta.

Reflusso e pressione alta: cosa fare?

Nello studio del 2018 la terapia a base di inibitori di pompa protonica ha migliorato i sintomi del reflusso e dell’ipertensione. La loro somministrazione può quindi essere indicata per i pazienti affetti da entrambi i disturbi, ove ve ne sia indicazione. Tuttavia il loro utilizzo deve sempre essere discusso con il proprio medico e, in ogni caso, non può sostituirsi ad un corretto stile di vita, imprescindibile per la salute cardiovascolare e digestiva.

L’adozione di opportune abitudini alimentari può infatti migliorare contemporaneamente l’ipertensione e il reflusso gastroesfageo. Una dieta prevalentemente vegetale, ricca di fibre, con un consumo ridotto di alcol e caffeina diminuisce la pressione e migliora disturbi digestivi come gastrite e reflusso.

Inoltre un moderato esercizio fisico, abbinato a esercizi di respirazione diaframmatica, può ridurre la MRGE e l’ipertensione. L’attività fisica, infatti, aiuta a mantenere bassi i livelli di grasso viscerale, facendo diminuire la pressione sullo stomaco, quindi gli episodi di reflusso. La respirazione diaframmatica, a sua volta, migliora il controllo dei muscoli del diaframma, che cingono lo sfintere esofageo, da cui dipende il reflusso. Nello stesso tempo l’esercizio fisico e la pratica della respirazione riducono la pressione diastolica e sistolica, come documentato da innumerevoli studi scientifici.

Infine l’astensione dal fumo può contribuire a migliorare la MRGE e l’ipertensione. La nicotina, infatti, diminuisce il tono dello sfintere esofageo e, allo stesso tempo, aumenta la vasocostrizione, facendo aumentare la pressione sanguigna.

Bibliografia
Prof. Enrico Ricci
Prof. Enrico Ricci
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).

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