martedì, Maggio 24, 2022

Reflusso e asma

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha evidenziato come le persone affette da asma tendano a soffrire più frequentemente di reflusso gastroesofageo (GERD). Negli studi, infatti, è emerso che tra il 25 e l’85% degli adulti con asma soffre anche di GERD. Tuttavia l’esatta connessione tra reflusso e asma non è del tutto chiara:la GERD causa l’asma o è quest’ultima a provocare la GERD?

Asma da reflusso

Una possibile spiegazione dell’associazione del reflusso all’asma è che il rigurgito acido possa stimolare il broncospasmo, causando un’asma da reflusso. I bronchi, infatti, possono contrarsi per impedire all’acido di entrare nei polmoni. Il loro riflesso protettivo diminuisce quindi il volume polmonare, causando difficoltà respiratorie come affanno e fiato corto. Inoltre l’irritazione delle vie aeree, dovuta al rigurgito acido, può rendere i polmoni più sensibili a quelle sostanze ambientali, come pollini e polvere, che generalmente scatenano l’asma.

GERD da asma

Il reflusso può scatenare l’asma. Tuttavia quest’ultima può aggravare il reflusso. Durante un attacco asmatico, infatti, i cambiamenti di pressione che si verificano nel torace e nell’addome possono favorire la risalita di acido attraverso l’esofago. In particolare, quando i polmoni si gonfiano, l’aumento della pressione sullo stomaco può far rilassare quei muscoli che, di solito, impediscono il reflusso. Ciò consente all’acido dello stomaco di risalire nell’esofago.

Inoltre alcuni farmaci previsti per la terapia dell’asma possono favorire la GERD. Per esempio, il prednisone e il salbutamolo (Ventolin) possono ridurre il tono dello sfintere esofageo, facilitando il reflusso. Altri farmaci broncodilatatori, come la teofillina (Theo-Dur), possono rilassare la muscolatura liscia dell’esofago, favorendo la risalita dell’acido gastrico. Tuttavia è bene precisare che la cura con farmaci anti-asmatici non aggrava il reflusso nella maggior parte dei pazienti.

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Asma da reflusso: sintomi

L’asma può essere connessa al reflusso quando:

  • l’asma inizia in età adulta;
  • i sintomi asmatici peggiorano dopo un abbondante pasto o dopo l’attività fisica;
  • le difficoltà respiratorie insorgono se si bevono bevande alcoliche;
  • i sintomi si verificano durante il riposo/notte o in posizione supina;
  • i farmaci anti-asmatici sono meno efficaci del solito.

Asma da GERD: farmaci

L’effetto della GERD sull’asma ha portato a credere per diverso tempo che l’utilizzo dei gastroprotettori, come l’esomeprazolo o l’omeprazolo, potesse essere utile per la riduzione dei sintomi asmatici. Tuttavia uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicne ha messo in dubbio l’efficacia degli inibitori di pompa protonica (IPP) nel controllo dell’asma nella sua forma più grave.

Lo studio, infatti, ha evidenziato come, durante i 6 mesi della ricerca, non sia stata rilevata alcuna differenza nel tasso di attacchi gravi tra le persone che assumevano il gastroprotettore e quelle che invece prendevano il placebo. È necessario precisare che lo studio ha coinvolto soggetti con reflusso silente, cioè asintomatico o paucisintomatico e con asma non controllata con il cortisone. Ciò suggerisce come il reflusso silente non sia la causa dell’asma refrattaria ai farmaci. In questi casi la somministrazione degli IPP potrebbe quindi essere inutile se finalizzata al controllo dell’asma.

Infine diversi studi evidenziano come l’utilizzo a lungo termine dei gastroprotettori aumenti il rischio d’infezioni del tratto respiratorio, che potrebbero a loro volta peggiorare le difficoltà respiratorie.

Asma da reflusso: rimedi

Nel controllo del reflusso e dell’asma può essere utile l’adozione di alcuni accorgimenti in grado di migliorare contemporaneamente le difficoltà respiratorie e la GERD. Alcuni rimedi per l’asma da reflusso prevedono:

  • la perdita del peso in eccesso;
  • lo smettere di fumare;
  • l’evitamento della posizione supina (testiera del letto rialzata);
  • la pratica quotidiana di esercizi di respirazione diaframmatica;
  • il moderato esercizio fisico (Yoga, running, etc.);
  • l’assunzione di piccoli e frequenti pasti (5 al giorno);
  • l’eliminazione di cibi irritanti e di difficile digestione;
  • il miglioramento del microbioma intestinale, attraverso un utilizzo intelligente dei probiotici.
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Redazione Gastroprotezione.it
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