mercoledì, Luglio 6, 2022

Reflusso silente

Generalmente la malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) ha sintomi tipici come il bruciore di stomaco, il rigurgito acido o il dolore toracico. Tuttavia, in alcuni casi, il reflusso può essere asintomatico, almeno in una prima fase, o portare a sintomi atipici, non immediatamente riconducibili alla GERD. È questo il caso del reflusso silente, di cui ci occuperemo nel presente articolo.

Reflusso silente: cos’è?

Il reflusso silente o reflusso laringofaringeo si ha quando il contenuto gastrico risale lungo l’esofago arrivando fino alla laringe e alla faringe. Generalmente l’esposizione delle pareti esofagee all’acido gastrico causa i fastidiosi sintomi del reflusso, tra cui il più diffuso è il bruciore di stomaco. Tuttavia, in alcune persone, il passaggio dell’acido attraverso l’esofago non causa fastidi. I pazienti non avvertono acidità o dolore retrosternale. Il reflusso rimane asintomatico, almeno nella misura in cui non causa i sintomi tipici della GERD. È questa la ragione per cui tale disturbo si definisce reflusso silente, una patologia di cui spesso i pazienti non si rendono conto, fino a quando i sintomi laringofaringei non sono tali da richiedere un consulto medico.

Reflusso silente: sintomi

Nel reflusso silente l’acido gastrico tocca laringe e faringe, arrivando talvolta fino ai seni paranasali. Esso provoca quindi disturbi a carico delle vie aeree superiori, spesso difficilmente imputabili alla GERD, almeno dal punto di vista dei pazienti. I sintomi del reflusso silente riportati in letteratura, infatti, possono essere:

  • tosse, muco, catarro e mal di gola quando il reflusso coinvolge la faringe;
  • bisogno di schiarirsi la voce;
  • raceudine o voce bassa quando il reflusso interessa la laringe, sede delle corde vocali;
  • sensazione di orecchie tappate, dovuta a otite media;
  • difficoltà nella deglutizione o disfagia;
  • asma;
  • polmonite da inalazione;
  • gocciolamento retronasale o sensazione di muco che scende dal naso verso la gola;
  • sinusite;
  • sapore amaro in bocca.
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Reflusso silente: cause

Il reflusso silente, al pari di quello gastroesfageo, è dovuto ad un malfunzionamento dello sfintere esofageo, un anello di tessuto muscolare, che connette l’esofago allo stomaco. Lo sfintere si apre per consentire il passaggio del cibo e si chiude per evitarne la risalita. Talvolta un ipotono dello sfintere o una sua erniazione impediscono una sua corretta chiusura, lasciando refluire l’acido fino alle vie aeree superiori. Il meccanismo alla base del reflusso silente è quindi sovrapponibile a quello della GERD. Tuttavia non è chiaro il perché esso non determini sintomi a carico dell’esofago.

Le cause del reflusso silente sono quindi simili a quelle della GERD. Alcune tra i possibili fattori di rischio sono:

  • pressione ridotta dello sfintere esofageo;
  • ernia iatale;
  • pasti eccessivi e/o grassi;
  • consumo di alcool;
  • fumo.
LO SAPEVI CHE..
Il reflusso silente è più diffuso nei bambini e neonati, a causa del loro immaturo funzionamento dello sfintere esofageo. Nei bambini, infatti, i muscoli dello sfintere esofegeo superiore e inferiore non sono ancora abbastanza forti da chiudersi. Tale condizione migliora con l’età.

Reflusso silente: rimedi

La cura del reflusso silente prevede come prima opzione la terapia farmacologica a base di gastroprotettori. In particolare l’utilizzo degli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, lansoprazolo) o degli H2 antagonisti (ranitidina, famotidina, etc.) permette di abbattere la secrezione di acido gastrico, limitando il reflusso acido verso le vie aeree superiori. Inoltre l’utilizzo di protettori ad azione meccanica, come il sodio alginato, permettono di “intrappolare” il contenuto gastrico nello stomaco, evitandone la risalita lungo l’esofago. In ogni caso prima di utilizzare i farmaci antireflusso , consulta il tuo medico.

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La terapia farmacologica può essere affiancata dall’uso dei gastroprotettori naturali, sostanze in grado di coadiuvare l’effetto dei farmaci, ma dai minori effetti collaterali. Alcuni accorgimenti circa lo stile di vita possono inoltre aiutarti nel tenere a bada i sintomi del reflusso. Ecco alcuni consigli:

  • fai pasti piccoli e frequenti;
  • evita cibi grassi, piccanti e speziati;
  • mangia cibi magri, colorati e ricchi di fibre;
  • rimani in posizione eretta per un’ora appena dopo aver mangiato;
  • smetti di mangiare e bere almeno tre ore prima di andare a letto;
  • aumenta l’inclinazione del letto;
  • dormi sul fianco sinistro;
  • smetti di fumare.

Infine considera alcuni rimedi naturali come l’agopuntura e la respirazione diaframmatica. La loro pratica, infatti, ha dimostrato in diversi studi di ridurre i sintomi del reflusso.

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Redazione Gastroprotezione.it
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