lunedì, Maggio 20, 2024
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Miglior probiotico per stipsi

La stipsi cronica è un disturbo caratterizzato da una stitichezza ostinata e persistente, che altera significativamente la qualità della vita dei pazienti. La sua cura richiede quindi interventi che siano sostenibili sul lungo periodo. Il ricorso quotidiano ai lassativi o ai farmaci può infatti rivelarsi impraticabile sul lungo termine. È necessario, invece, stimolare la motilità intestinale in modo naturale, potenziando i meccanismi fisiologici che regolano la peristalsi intestinale. Uno tra i possibili interventi è rappresentato dall’uso dei probiotici per la stitichezza cronica. Il microbiota intestinale, infatti, può influenzare la motilità, favorendo la peristalsi e l’evacuazione. Tuttavia gli studi sull’efficacia dei probiotici per la stitichezza hanno mostrato come solo alcuni ceppi producano miglioramenti, evidenziando l’inutilità di un uso generico dei probiotici. In questo articolo chiariremo quindi quali siano i migliori probiotici per la stipsi e quali sono i meccanismi alla base della loro efficacia.

Probiotici per stitichezza: come agiscono?

L’efficacia dei probiotici per la stipsi è dovuta alla loro capacità di agire su meccanismi diversi, da cui dipende la motilità intestinale. Essi, infatti sono in grado di:

  • modulare il microbiota intestinale;
  • favorire i processi di fermentazione, stimolando la produzione di sostanze che attivano la peristalsi;
  • regolare l’asse intestino-cervello;
  • regolare l’infiammazione intestinale.

Modulazione del microbiota

Diversi studi hanno mostrato come il microbiota intestinale dei pazienti affetti da stitichezza sia diverso da quello dei soggetti non costipati. I pazienti stitici, infatti, hanno una ridotta concentrazione di bifidobatteri e lattobacilli e un aumentata presenza di Bacteroidetes[1]. A tal riguardo alcuni studi hanno mostrato che la somministrazione dei probiotici può riequilibrare la composizione del microbiota intestinale del paziente stitico. Ad esempio, l’integrazione di Bifidobacterium lactis GCL2505 o Lactobacillus casei Shirota ha mostrato di aumentare la concentrazione di bifidobatteri. Tuttavia la somministrazione di altri probiotici, come B. lactis NCC2818 o alcuni integratori multi-ceppo, non ha avuto alcun impatto sulla composizione del microbiota intestinale[23]. Tali risultati suggeriscono che l’uso dei probiotici può essere utile per riequilibrare il microbiota dei soggetti costipati, ma sono necessari ulteriori studi per approfondire quali siano i ceppi più indicati.

Fermentazione

I processi di fermentazione intestinale producono sostanze in grado di favorire la peristalsi intestinale. Si tratta dei cosiddetti acidi grassi a catena corta (SCFA), come il butirrato, la cui produzione può essere aumentata dalla somministrazione dei probiotici. Tali sostanze possono favorire la motilità, stimolando la muscolatura liscia del colon[4] o aumentando la produzione di serotonina[5], un neurotrasmettitore eccitatorio da cui dipende la peristalsi intestinale.

LO SAPEVI CHE..
l’uso della Loperamide (Imodium®), uno dei più utilizzati farmaci contro la diarrea, utilizzato per indurre una “momentanea condizione di stitichezza”, causa una diminuzione della concentrazione intestinale di acidi grassi a catena corta. Ciò evidenzia come quest’ultimi abbiano un ruolo prevalente nella regolazione della stipsi.

I probiotici potrebbero inoltre favorire la motilità intestinale attraverso la produzione di muco e acidi biliari. Tuttavia allo stato attuale sono scarse le prove su umani circa la loro capacità di influenzare il metabolismo degli acidi biliari o la secrezione di mucina.

Asse intestino-cervello

Studi su animali hanno mostrato come la somministrazione di probiotici possa modulare l’asse intestino-cervello, influenzando la motilità intestinale. In uno studio[6] la somministrazione di L. reuteri, ad esempio, ha mostrato di aumentare l’eccitabilità dei neuroni mienterici nei ratti, favorendo l’attivazione dei nervi sensoriali che regolano la motilità intestinale. L’efficacia dei probiotici sulla stipsi può quindi essere dovuta anche alla loro capacità d influenzare il sistema nervoso enterico. Tuttavia sono necessari ulteriori studi che chiariscano il loro impatto sull’asse intestino-cervello.

Infiammazione

Alcuni studi hanno mostrato che talvolta i soggetti affetti da stipsi presentano segni d’infiammazione a livello dell’intestino[7], che possono alterare la motilità intestinale, causando stitichezza[8]. In questa prospettiva le proprietà immunomodulanti dei probiotici possono regolare la risposta infiammatoria, normalizzando le alterazioni della motilità[9]. Tuttavia la relazione tra probiotici, immunomodulazione e stitichezza deve ancora essere ampiamente studiata.

Miglior probiotico per stipsi

Gli studi sui probiotici per la stitichezza hanno mostrato come il loro uso possa migliorare il transito intestinale. Tuttavia la loro efficacia dipende dal tipo di probiotico utilizzato. La ricerca scientifica ha infatti mostrato come solo alcuni microorganismi migliorino la costipazione.

In particolare i migliori probiotici per la stipsi[1011] sono:

  • B. lactis DN-173010;
  • B. lactis HN019;
  • B. lactis LMG P-21384;
  • B. lactis BI-07;
  • B. lactis GCL2505;
  • B. longum SPM 1205;
  • B. longum BB536;
  • combinazione di B. breve DSM 16604 e Lactobacillus plantarum LMG P-21021;
  • L. reuteri DSM 17938;
  • L. casei Shirota.

Va notato che tra i diversi probiotici appena elencati il Bifidobacterium lactis DN-173010 sembra essere il miglior probotico per la stipsi. Esso, infatti, ha mostrato in più studi di migliorare la consistenza delle feci, il tempo di transito intestinale e la frequenza di defecazione (+1,5 movimenti intestinali a settimana). Altri studi[12] hanno invece contraddetto i risultati positivi ottenuti con l’utilizzo di B. lactis HN019, per i quali sono necessari ulteriori approfondimenti che chiariscano il suo reale effetto sulla stitichezza.

Risultati interessanti sono emersi anche a favore della combinazione di L . plantarum LMG P-21021 e B. breve DSM 16604 e del probiotico B. lactis LMG P-21384, che in uno ampio studio randomizzato[13] hanno mostrato di migliorare significativamente la frequenza e la consistenza delle feci, la facilità di espulsione, il senso di evacuazione incompleta e il gonfiore.

I probiotici B. longum SPM 125 e B. longum BB536 hanno invece mostrato[14]di ridurre la costipazione del 10-40% nei soggetti anziani, mentre i ceppi B. lactis LMG P-21384,
B. lactis BI-07 e B. lactis GCL2505 migliorano[15] il tempo di transito intestinale, la consistenza e la frequenza delle feci.

Infine il probiotico L. reuteri DSM 17938 ha mostrato di migliorare la frequenza di defecazione, senza però influenzare la consistenza delle feci, mentre L. casei Shirota sembrerebbe migliorare la consistenza delle feci, senza però ridurre gonfiore e flatulenza.

I fermenti lattici provocano stitichezza?

I fermenti lattici non provocano stitichezza. Tuttavia alcuni probiotici non batterici come i lieviti, tra i quali il più noto è il Saccharomyches Boulardii, possono causare stitichezza e un aumentato senso di sete[16].

Bibliografia
Prof. Ludovico Abenavoli
Prof. Ludovico Abenavoli
Professore associato di Malattie dell’Apparato Digerente - Dipartimento Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro - A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro

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