lunedì, Maggio 20, 2024
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Probiotici: come sceglierli

Negli ultimi anni sempre più studi hanno indagato gli effetti dei probiotici sulla salute umana, mostrando come essi possano migliorare diverse condizioni di salute se utilizzati oculatamente. La loro efficacia, infatti, dipende da diversi fattori come, ad esempio, il tipo di probiotico utilizzato, il dosaggio o la durata di somministrazione. In questo articolo ci occuperemo quindi di come scegliere i probiotici, chiarendo quali siano i fattori chiave da considerare per una loro scelta consapevole.

Indicazioni del probiotico

Nonostante i probiotici siano considerati talvolta come la panacea di tutti i mali, la ricerca scientifica ha evidenziato effetti benefici solo rispetto a particolari condizioni di salute. Il loro utilizzo, infatti, è supportato dall’evidenza nel caso di diversi disturbi gastrointestinali. Essi, ad esempio, possono migliorare la diarrea del viaggiatore e da antibiotici, la sindrome dell’intestino irritabile e la colite ulcerosa. Inoltre la loro somministrazione sembrerebbe migliorare anche altre condizioni extra-intestinali come le infezioni genito-urinarie e l’eczema atopico nei bambini[12]. Tuttavia per molte altre condizioni le prove dell’efficacia dei probiotici sono ancora preliminari e non consentono, almeno allo stato attuale, di fornire chiare raccomandazioni di utilizzo.

Nella scelta di un probiotico è quindi necessario considerare per quale condizione si vuole assumerlo e se essa rientra tra le indicazioni di utilizzo dei probiotici. I probiotici, infatti, non funzionano per ogni condizione di salute. È quindi consigliabile valutare la disponibilità di prove scientifiche che ne supportino l’utilizzo per la propria condizione di salute.

Tipo di probiotico

Spesso quando si parla di probiotici si tende a considerarli come un insieme indifferenziato di microrganismi dalle innumerevoli proprietà benefiche. In realtà la categoria dei probiotici include un’ampia gamma di microrganismi, con effetti diversi tra loro. La ricerca scientifica ha infatti mostrato come gli effetti dei probiotici su particolari disturbi di salute dipendano strettamente dal tipo di ceppo batterico utilizzato[3].

Nella scelta del probiotico è quindi necessario considerare se i microrganismi, in particolare il ceppo o la combinazione di ceppi presenti nell’integratore, sono indicati per la propria condizione di salute. La scelta di ceppi non validati o di combinazioni aspecifiche, non supportate dalla ricerca scientifica, è infatti una delle più frequenti cause d’insuccesso della terapia probiotica.

Dosaggio

L’efficacia dei probiotici dipende anche dalla loro capacità di arrivare nell’intestino e di moltiplicarvisi. Essi, infatti, devono superare ‘indenni’ la barriera acida dello stomaco, che tende a ridurne drasticamente la concentrazione[4]. Inoltre, una volta giunti nell’intestino in una quantità sufficiente, i probiotici devono essere in grado di proliferare e interagire con il microbioma intestinale. Ciò significa che gli integratori probiotici devono contenere microrganismi vivi e attivi, in quantità elevate.

Nella scelta di un probiotico è quindi necessario verificare che:

  • siano utilizzati microrganismi vivi;
  • la carica microbica sia sufficientemente elevata, generalmente maggiore di 3mld (3 x 109 CFU) per ogni ceppo utilizzato.

Va notato, tuttavia, che le modalità di conservazione e le caratteristiche d’incapsulazione possono influenzare significativamente l’effettivo dosaggio degli integratori, a prescindere da quello dichiarato dal produttore.

Innanzitutto gli integratori possono contenere i probiotici in forma liofilizzata (bustine, capsule o compresse) o fresca (fiale oro-solubili o gocce). Nel primo caso essi possono essere conservati a temperatura ambiente, mentre nel secondo caso è invece necessario conservarli in frigo, anche durante il loro trasporto. L’interruzione prolungata della catena del freddo può infatti ridurre significativamente la quantità di organismi vivi. Tuttavia anche nel caso in cui i probiotici siano liofilizzati è necessario conservarli in un luogo fresco e asciutto, al riparo da calore e umidità.

Va notato, inoltre, che alcune tecnologie d’incapsulazione possono limitare l’effetto battericida dell’acido gastrico sui probiotici[5]. Modalità gastroprotette, come la microincapsulazione, possono infatti isolare i batteri dall’insulto acido, consentendogli di arrivare ‘incolumi’ nell’intestino.

Durata di somministrazione

Spesso i probiotici sono utilizzati per pochi giorni come rimedio estemporaneo per la diarrea. Tuttavia essi, per essere realmente efficaci, devono essere utilizzati per periodi di tempo relativamente lunghi. Sebbene non esistano chiare linee guida al riguardo e i tempi di somministrazione possano variare a seconda della condizione da trattare, la somministrazione dei probiotici dovrebbe protrarsi per almeno 30-40 giorni.

Ingredienti supplementari

L’associazione di sostanze nutraceutiche o di prebiotici ai probiotici può aumentare i benefici degli integratori. I prebiotici, ad esempio, sono sostanze non digeribili dall’organismo e utilizzate come nutrimento dai batteri, in grado di favorire selettivamente la crescita e l’attività dei probiotici. Inoltre l’associazione dei nutraceutici ai probiotici può migliorare la loro efficacia[6], sebbene sia necessario valutare le combinazioni caso per caso.

La presenza di nutraceutici o di prebiotici può quindi essere un fattore ulteriore da considerare per orientarsi su come scegliere i probiotici.

Probiotici: come sceglierli

Per scegliere un probiotico:

  • valuta se l’suo dei probiotici è indicato per il tuo disturbo;
  • scegli un integratore che abbia un ceppo o una combinazione di ceppi batterici efficaci per il tuo disturbo;
  • verifica che nell’integratore siano presenti microrganismi vivi;
  • scegli integratori con una carica microbica sufficientemente elevata;
  • fai attenzione alle modalità di conservazione, anche durante il trasporto; in caso di probiotici in forma fresca deve essere garantita la catena del freddo;
  • preferisci integratori che utilizzino forme d’incapsulazione gastroprotette;
  • considera eventuali ingredienti supplementari come i prebiotici e i nutraceutici.
Bibliografia
Prof. Enrico Ricci
Prof. Enrico Ricci
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).

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