martedì, Luglio 23, 2024
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Migliori fermenti lattici per il colon irritabile

La sindrome dell’intestino irritabile (o irritable bowel syndrome -IBS) è un disturbo cronico, diffuso maggiormente tra le donne, che ha un impatto rilevante sulla qualità della vita di chi ne è affetto. Essa, infatti, può causare dolore addominale ricorrente, gonfiore e cambiamenti delle abitudini intestinali, che possono includere diarrea (IBS-D), costipazione (IBS-C) o alternare entrambe le condizioni (IBS-M). Purtroppo ad oggi non esiste una cura definitiva per l’IBS. Tuttavia correzioni mirate della dieta e dello stile di vita e alcuni rimedi naturali o farmacologici possono alleviarne significativamente i sintomi. In questo articolo ci occuperemo dei probiotici, evidenziando quali sono i migliori fermenti lattici per il colon irritabile.

Probiotici e colon irritabile

Generalmente la sindrome dell’intestino irritabile è inclusa tra i disturbi gastrointestinali funzionali, cioè tra quelle condizioni che, pur causando sintomi, non presentano alcuna anomalia organica accertabile strumentalmente. La causa precisa dell’IBS rimane infatti sconosciuta. Tuttavia alcuni studi studi hanno evidenziato come i pazienti che soffrono di colon irritabile presentino:

  • infiammazione cronica della mucosa intestinale;
  • ipersensibilità viscerale;
  • aumento della permeabilità intestinale;
  • disbiosi intestinale.

La sindrome dell’intestino irritabile è quindi un disturbo multifattoriale, che coinvolge meccanismi diversi, modulabili, almeno parzialmente, attraverso la somministrazione dei probiotici. Essi, infatti, possono agire contemporaneamente sui diversi aspetti della fisiopatologia del colon irritabile.

Probiotici e infiammazione cronica intestinale

Diversi studi[1] hanno evidenziato che la mucosa intestinale delle persone affette da IBS presenta segni d’infiammazione cronica, di basso grado, da cui potrebbero derivare i sintomi del colon irritabile.

In questo caso la somministrazione dei probiotici può regolare l’espressione dei geni responsabili dell’infiammazione dell’intestino[2]. In particolare alcuni ceppi di Bifidobacteria, Lactobacilli, Escherichia coli, Propionibacterium, Bacillus e Saccharomyces possono sovra-regolare l’espressione dei geni antinfiammatori e sotto-regolare quella dei geni pro-infiammatori. La somministrazione dei probiotici può quindi aiutare a contrastare l’infiammazione dell’intestino, aumentandone la sua capacità antinfiammatoria e riducendone quella pro-infiammatoria.

Probiotici e ipersensibilità viscerale

Uno dei sintomi più comuni del colon irritabile è il dolore addominale ricorrente che, in questo particolare caso, non dipende da anomalie organiche o infettive, ma da una condizione d’ipersensibilità viscerale. Il mal di pancia dei pazienti con IBS, infatti, deriva da un’aumentata percezione del dolore, che acuisce la sensazione dolorosa di stimoli altrimenti scarsamente avvertibili.

In questo caso la somministrazione di alcuni ceppi di Lactobacillus, come il L. acidophilus NCFM, è in grado di indurre l’espressione dei recettori oppioidi e cannabinoidi
nelle cellule dell’epitelio intestinale, producendo un effetto analgesico simile a quello della morfina[34]. Tali risultati suggeriscono che la modulazione del microbioma intestinale può modificare la nostra percezione viscerale, regolando la sensazione di dolore addominale.

Probiotici e permeabilità intestinale

Diversi studi hanno evidenziato come i pazienti affetti dalla sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto quelli con IBS prevalentemente diarroica e post-infettiva, tendano ad avere un’aumentata permeabilità intestinale. Ciò consente il passaggio di batteri e antigeni attraverso lo strato mucoso dell’intestino, attivando la risposta immunitaria della mucosa, che a sua volta può causare la diarrea cronica e il dolore addominale osservati nei pazienti con IBS[5].

In questo caso la somministrazione dei probiotici può favorire l’integrità della mucosa intestinale. I probiotici, infatti, producono acidi grassi a catena corta, che contribuiscono al trofismo dell’epitelio intestinale. È stato dimostrato, ad esempio, che l’acido butirrico, un sottoprodotto della fermentazione batterica delle fibre, nutre gli enterociti del colon, migliorando l’integrità della mucosa[6].

Probiotici e disbiosi intestinale

Diversi studi hanno evidenziato come i pazienti affetti da IBS presentino differenze di composizione del microbioma intestinale rispetto ai soggetti sani[7]. In particolare si è osservato un aumento delle specie batteriche patogene e una riduzione di quelle probiotiche. Alcune osservazioni epidemiologiche hanno inoltre rivelato che lo sviluppo dei sintomi dell’IBS è spesso preceduto da un’interruzione del normale microbiota intestinale dell’individuo, evidenziando il ruolo del microbiota intestinale nella fisiopatologia dell’IBS. Infine alcune ricerche hanno dimostrato che i cambiamenti del microbiota osservati nell’IBS si associano a rilevanti anomalie dell’asse intestino-cervello, a sua vota coinvolto nella sindrome dell’intestino irritabile.

In questo caso l’uso di particolari ceppi probiotici può modulare la composizione della flora intestinale, aumentandone la biodiversità e bilanciando eventuali squilibri disbiotici.

Migliori fermenti lattici per il colon irritabile

Generalmente l’uso dei probiotici rientra nella prassi terapeutica della sindrome dell’intestino irritabile. Il loro utilizzo, infatti, è previsto, seppur non ad unanimità, dalle linee guida di diverse organizzazioni di gastroenterologia. La British Society of Gastroenterology, ad esempio, li raccomanda come trattamento efficace per i sintomi dell’IBS in generale e, in particolare, per il dolore addominale[8]. Tali raccomandazioni sono inoltre coerenti con le posizioni assunte da altre organizzazioni, come la Canadian Association of Gastroenterology e la Japanese Society of Gastroenterology. Va notato, tuttavia, che solo alcuni ceppi probiotici si sono rivelati efficaci per la sintomatologia dell’IBS. Di seguito presenteremo i migliori fermenti lattici per il colon irritabile.

Miglior probiotico per il colon irritabile

Una recente meta-analisi[9] su 43 studi randomizzati (5.531 pazienti con IBS) ha rivelato che il probiotico Bacillus coagulans è il più efficace nel ridurre i sintomi associati al colon irritabile, come il mal di pancia, il gonfiore, la tensione addominale e l’urgenza di evacuazione. Lo studio ha inoltre rivelato che i benefici di B. coagulans sono ceppo-specifici. Ciò significa che particolari ceppi sono più efficaci di altri nel miglioramento di alcuni sintomi.

In particolare il ceppo B. coagulans MTCC5856 si è classificato al primo posto nell’alleviare il dolore e il gonfiore addominale. Il ceppo B. coagulans Unique IS2 ha mostrato invece di essere più efficace nel ridurre globalmente i sintomi e, in particolare, lo sforzo evacuativo. Va notato, inoltre, che la maggiore efficacia di B. Coagulans rispetto agli altri probiotici è emersa utilizzandolo per periodi di 8 settimane.

In sintesi, B. coagulans Unique IS2 è risultato essere il miglior probiotico per il colon irritabile, mentre B. coagulans MTCC5856 è il miglior probiotico per il gonfiore e il dolore addominale.

Quali fermenti lattici per il colon irritabile?

I ceppi B. Coagulans non sono gli unici probiotici indicati per la sindrome dell’intestino irritabile. Diversi studi[10] hanno infatti evidenziato l’efficacia su almeno uno dei sintomi dell’IBS anche dei seguenti probiotici:

  • Lactobacillus plantarum 299v (DSM 9843).
  • B. coagulans MTCC5260;
  • Bifidobacterium infantis 35624;
  • L. rhamnosus GG;
  • S. boulardii CNCM I-745;
  • S. cerevisiae CNCM I-3856.
  • integratore di 4 probiotici (L. rhamnosus GG, L. rhamnosus LC705, Bif. breve Bb99 and P. shermanii);
  • integratore di 7 probiotici (Bif. brevis 11858BP, Bif. lactis 11903BP, Bif. longum 11860BP, L. acidophilus 11868BP, L. rhamnosus 11868BP, L. plantarum 11867BP and Strept. thermophilus 11870BP);
  •  integratore di 8 probiotici (Bif. breve DSM24732, Bif. longum DSM24736, Bif. infantis DSM24737, L. acidophilus DSM24735, L. plantarum DSM24730, L. paracasei DSM24733, L. delbruckii subsp. bulgaricus DSM24734 and Strept. thermophilus DSM24731).

Conclusioni

I probiotici sono un un rimedio sicuro ed efficace e sicuro per la sindrome dell’intestino irritabile. Tuttavia essi non possono risolvere definitivamente l’IBS, ma possono solo migliorarne i sintomi, rendendo più sostenibile la convivenza con questo disturbo.

È necessario ricordare, inoltre, che i benefici dei probiotici per il colon irritabile sono ceppo-specifici. È quindi consigliabile utilizzare probiotici validati dalla ricerca scientifica, ricordando che essi, per poter essere efficaci, devono essere utilizzati correttamente.

Va notato, infine, che gli integratori probiotici possono contenere prebiotici come l’inulina, i FOS o il lattosio, che possono essere scarsamente tollerati nelle persone con IBS. Talvolta i pazienti che assumono questi integratori potrebbero avvertire paradossalmente un peggioramento dei loro sintomi, almeno nelle prime settimane della loro somministrazione.

Bibliografia
Prof. Ludovico Abenavoli
Prof. Ludovico Abenavoli
Professore associato di Malattie dell’Apparato Digerente - Dipartimento Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro - A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro

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