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Cosa bere con il reflusso

cosa bere con il reflusso

La malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) è dovuta alla risalita di acido dallo stomaco verso l’esofago che, sprovvisto di un’adeguata protezione, subisce l’insulto dei succhi gastrici. Generalmente lo sfintere esofageo inferiore isola l’esofago dallo stomaco, aprendosi per far passare il cibo e chiudendosi per impedirne la risalita. Tuttavia un suo malfunzionamento può limitarne la chiusura. In questi casi è necessario prestare attenzione alla dieta. Alcuni cibi e bevande, infatti, possono aumentare la produzione di acido o ridurre il tono dello sfintere esofageo. Altri, invece, possono aiutare a calmare la MRGE. In questo articolo ci occuperemo quindi di cosa bere con il reflusso.

Cosa bere con il reflusso

Tisane per il reflusso

Le tisane per il reflusso possono migliorare i sintomi della MRGE. Alcune sostanze naturali con le quali è possibile preparare le tisane, infatti, possono agire sui meccanismi alla base del reflusso. Alcune tisane, ad esempio, hanno un effetto gastroprotettivo. Esse, similmente agli inibitori di pompa, limitano la secrezione di acido gastrico. Altre tisane, invece, possono potenziare la barriera mucosa delle pareti gastroesofagee, riducendone l’esposizione all’acido. Ci sono poi tisane che possono lenire l’infiammazione delle mucose, favorendone la guarigione e la riepitelizzazione.

Le tisane possono quindi supportare la cura del reflusso, migliorando sintomi come l’acidità, il mal di stomaco e la nausea. Alcune tisane per il reflusso sono quelle a base di:

  • zenzero,
  • melissa;
  • camomilla;
  • altea;
  • liquirizia;
  • finocchio;
  • olmo scivoloso;
  • mirto.

Succhi di frutta e verdura

Centrifugati e succhi possono essere amici o nemici del reflusso. Alcuni vegetali, infatti, hanno un effetto alcalinizzante. Essi, inoltre, possono esercitare un effetto antinfiammatorio e protettivo sulle pareti gastroesofagee. Altri vegetali, invece, sono acidi e possono accentuare i sintomi del reflusso.

Alcuni succhi consigliabili sono quelli a base di:

  • carota;
  • cavolo cappuccio;
  • banane;
  • aloe;
  • barbabietola;
  • spinaci;
  • pera;
  • avogado.

Andrebbero invece evitati i succhi a base di :

  • arance;
  • limone;
  • pompelmi;
  • lime;
  • ananas;
  • mela;
  • uva;
  • anguria;
  • melone;
  • cetrioli.

Si può bere il latte con il reflusso?

Generalmente il latte di mucca e i suoi derivati sono difficili da digerire a causa del loro elevato contenuto di grassi. L’alto contenuto di lipidi, infatti, richiede una maggiore quantità di acido per la loro digestione, oltre ad essere associato a una riduzione del tono dello sfintere esofageo. Il latte vaccino, inoltre, è un cibo acidificante. Sebbene il suo PH sia prossimo al valore neutro (7,0), il suo contenuto di acido lattico gli conferisce un effetto acidificante[1]. Il latte può quindi aggravare i sintomi del reflusso.

Alcune persone riferiscono un sollievo immediato dal bruciore di stomaco dopo l’assunzione di latte di mucca. Tale effetto è dovuto alla capacità del latte di isolare le pareti gastroesofagee dal contenuto gastrico, limitandone l’esposizione all’acido. Tuttavia tale effetto è solo temporaneo. L’effetto protettivo del latte, infatti, ha una durata limitata e la sua digestione, invece, aumenta la produzione di acido.

In caso di reflusso è quindi consigliabile ridurre il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati. Tuttavia il consumo di latte scremato e di formaggi magri può essere meglio tollerato. Anche prodotti a base di latte fermentato magro, come lo yogurt o il kefir, possono essere delle alternative al latte di mucca intero. Inoltre il loro elevato contenuto di probiotici può coadiuvare la digestione, oltre ad avere innumerevoli effetti benefici per la salute umana.

Cosa bere al posto del latte?

Nel caso in cui il latte di vacca aumenti il reflusso o si sia intollerante al lattosio, è possibile sostituirlo con il latte di origine vegetale. Generalmente i tipi di latte vegetale sono ricavati da:

  • soia;
  • mandorle;
  • semi di lino;
  • anacardi;
  • cocco.

Il latte vegetale è meglio tollerato da chi è affetto da reflusso. Il latte di soia, ad esempio, ha un basso contenuto di grassi che lo rendono, insieme ai suoi derivati, molto più digeribile del latte vaccino. In alcuni casi il latte vegetale può anche aiutare a ridurre i sintomi della MRGE. Il latte di mandorla, ad esempio, è alcalino e può diminuire l’acidità di stomaco. Inoltre nel latte vegetale è spesso presente la carragenina, un additivo che può ridurre la secrezione di acido gastrico, il gonfiore e il dolore addominale.

Caffè e reflusso

Generalmente alle persone affette da reflusso è sconsigliata l’assunzione di caffè. Tale bevanda, infatti, può aggravare i sintomi del reflusso. Essa, infatti, ha un effetto acidificante. Il suo PH è compreso nell’intervallo 4.85 – 5.13[2] La caffeina, inoltre, tende a ridurre la pressione dello sfintere esofageo, favorendo la risalita di acido verso l’esofago. L’assunzione di caffè può quindi favorire un maggior reflusso, accompagnato da un’acidità più intensa.

Caffè decaffeinato e reflusso

Generalmente gli effetti negativi del caffè sul reflusso sono attribuiti alla caffeina. Il caffè decaffeinato potrebbe quindi essere meglio tollerato per i soggetti affetti da MRGE. Ma è effettivamente così?

Uno studio ha comparato l’effetto del caffè normale e di quello decaffeinato sul reflusso gastroesofageo. I ricercatori hanno comparato il livello d’acidità esofagea dopo l’assunzione delle differenti bevande rispetto alla semplice assunzione d’acqua. I risultati hanno evidenziato come non ci fosse alcuna differenza significativa tra l’assunzione di decaffeinato e dell’acqua; i pazienti che invece avevano assunto il caffè normale avevano invece mostrato un reflusso significativo rispetto ai soggetti di controllo, che avevano bevuto solo acqua[3].

Il caffè decaffeinato è quindi meglio tollerato del caffè normale. La decaffeinizzazione, infatti, abbatte i livelli di caffeina. Generalmente una tazzina di caffè ne ha 60-80mg, mentre un “deca” ne ha soli 2-5mg. Inoltre tale procedura elimina alcuni acidi fenolici responsabili dell’effetto acidificante del caffè. Tuttavia è necessario osservare che nel caffè decaffeinato una quantità residuale di caffeina e acidi fenolici è presente. In alcuni soggetti ipersensibili a tali sostanze il decaffeinato potrebbe quindi accentuare i sintomi del reflusso, sebbene in misura minore al caffè normale.

Si può bere il tè con il reflusso?

Il tè, al pari del caffè, contiene caffeina. Il suo consumo può quindi ugualmente ridurre la pressione dello sfintere esofageo, favorendo gli episodi di reflusso[4]. Tuttavia il suo livello di caffeina è minore rispetto a quello del caffè. Si stima essere attorno ai 25-48mg per tazza. Inoltre il tè ha un effetto meno acidificante rispetto a quello del caffè. Il suo PH è pari a 6.37. Il tè nero è quindi meglio tollerato da chi soffre di reflusso per il suo minore contenuto di caffeina e la sua inferiore acidità.

In alternativa al tè nero è possibile consumare il tè verde. Il suo contenuto di caffeina e la sua acidità, infatti, sono ancor più bassi del tè nero. Esso ha inoltre innumerevoli effetti positivi per la salute umana.

Infine è possibile scegliere un tè decaffeinato per ridurre l’effetto negativo della caffeina sul reflusso.

Si può bere la birra con il reflusso?

Il consumo di birra è sconsigliabile se si soffre di reflusso.

La birra, infatti, contiene alcol, che diminuisce il tono dello sfintere esofageo. Essa, inoltre, è una bevanda gassata. L’anidride carbonica può dilatare meccanicamente lo stomaco, inducendolo a produrre più acido e aumentando l’apertura dello sfintere esofageo inferiore. Infine la birra ha un PH acido, che le conferisce un effetto acidificante. Il consumo di birra può quindi accentuare i sintomi del reflusso, favorendo la risalita di acido verso l’esofago.

Bere acqua con il reflusso

L’acqua ha un PH neutro (7,0). Essa può quindi aiutare a riequilibrare i livelli di acidità gastrica, qualora siano squilibrati. Nello stesso tempo non altera il tono dello sfintere esofageo, né influenza la secrezione di acido gastrico. Il suo consumo non pone alcun problema in caso di reflusso. Tuttavia è necessario evitare di bere prevalentemente durante e dopo i pasti. L’aumento del volume dei liquidi potrebbe infatti favorire la risalita di acido verso l’esofago.

Bibliografia
Prof. Enrico Ricci
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).