mercoledì, Febbraio 28, 2024

Camomilla e reflusso

La camomilla è uno dei rimedi naturali più diffusi nella tradizione popolare. Generalmente è utilizzata per favorire il sonno e migliorare i disturbi della digestione. In questo articolo ci occuperemo di quali siano i suoi effetti sul sistema digestivo, focalizzandoci sul possibile utilizzo della camomilla per il reflusso.

Camomilla: le proprietà

Innanzitutto la camomilla ha proprietà antinfiammatorie. In uno studio essa ha infatti mostrato la capacità d’inibire un particolare enzima, la ciclossigenasi-2 (COX-2), responsabile d’infiammazione e dolore[1]. Lo stesso enzima è inibito anche dai comuni farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Tuttavia i FANS inibiscono anche la COX-1, causando mal di stomaco e bruciore. La camomilla non altera invece la COX-1. Essa ha quindi un effetto antinfiammatorio, senza però avere le conseguenze gastrolesive tipiche dei FANS.

L’effetto antinfiammatorio della camomilla è alla base anche delle sue proprietà antitumorali. In particolare l’apigenina, uno dei suoi principali componenti attivi, inibisce la crescita delle cellule tumorali e riduce l’afflusso di sangue al tessuto canceroso.

La camomilla può inoltre migliorare l’ansia e la depressione. Uno studio randomizzato a doppio cieco ha mostrato come la camomilla ha un modesto effetto ansiolitico in pazienti che soffrivano di disturbo d’ansia generalizzato[2]. Un’ulteriore ricerca ha anche evidenziato che l’integrazione quotidiana di camomilla è in grado di migliorare la depressione con un’efficacia clinicamente significativa[3].

La camomilla ha anche proprietà antispastiche e carminative. Essa, infatti, può essere utilizzata per il mal di pancia, gli spasmi addominali e il meteorismo.

La camomilla ha proprietà antimicrobiche. Uno studio, infatti, ne ha evidenziato la capacità di inibire in vitro la replicazione di Helicobacter pylori[4], il batterio responsabile della maggior parte dei casi di gastrite e ulcera.

Infine la camomilla sembrerebbe coadiuvare la guarigione delle ulcere orali, causate dalla chemioterapia e dalle radiazioni.

Camomilla e reflusso

Nonostante la disponibilità di studi sugli effetti gastrointestinali della camomilla, ad oggi sono pressoché assenti evidenze che ne supportino l’utilizzo per la malattia da reflusso gastroesofageo. Vale la pena osservare, tuttavia, che alcune delle sua proprietà ne suggeriscono, almeno in via teorica, una potenziale utilità.

La camomilla, infatti, ha proprietà antinfiammatorie. Nella malattia da reflusso gastroesofageo l’esposizione cronica all’acido causa l’infiammazione dell’esofago, da cui dipendono i sintomi del reflusso e le possibili complicazioni della MRGE. La camomilla potrebbe quindi essere indicata per ridurre l’infiammazione gastroesofagea. Inoltre i’apigenina, uno dei suoi principi attivi, potrebbe limitare il rischio di una degenerazione della MRGE verso lesioni precancerose o tumorali, come l’esofago di Barrett o il cancro dell’esofago[56].

Il reflusso gastroesofageo è spesso aggravato dall’ansia e dallo stress. Tali condizioni, infatti, possono amplificare la percezione dei sintomi del reflusso, come l’acidità di stomaco e il bruciore retrosternale. La camomilla ha dimostrato di ridurre l’ansia e la depressione. Essa potrebbe quindi migliorare la componente psicosomatica del reflusso.

Vale la pena ricordare, infine, che la camomilla ha proprietà antispastiche e carminative. Essa può quindi favorire il rilassamento della muscolatura gastrointestinale e l’espulsione di gas dal tratto digerente, facilitando la digestione e migliorando i sintomi del reflusso gastroesofageo.

Camomilla: controindicazioni

Nella maggior parte delle persone l’assunzione di camomilla è sicura e non comporta rischi particolari. Tuttavia ricorda che:

  • la camomilla può amplificare l’effetto dei farmaci anticoagulanti (Coumadin);
  • è possibile avere una reazione allergica alla camomilla, soprattutto se si è allergici ad altre piante della famiglia delle Asteraceae, cui appartengono margherite, girasoli e crisantemi.
Bibliografia
Prof. Ludovico Abenavoli
Prof. Ludovico Abenavoli
Professore associato di Malattie dell’Apparato Digerente - Dipartimento Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro - A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro

La nostra Community

2,352FansMi piace

Iscriviti alla Newsletter

ultimissime