martedì, Maggio 24, 2022
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Gonfiore addominale: farmaci

Il gonfiore è un disturbo assai comune, che interessa il 20-30% della popolazione1. Esso si riferisce a quella sensazione soggettiva di aumento della pressione addominale che, nel 50% dei casi2, s’accompagna a una visibile distensione dell’addome. Di solito i pazienti lo descrivono in modo variabile, accennando a un generico senso di pienezza o a un eccesso d’aria nella pancia. Sfortunatamente le cause del gonfiore non sono del tutto comprese. Tuttavia recenti studi hanno chiarito alcuni dei suoi possibili meccanismi, evidenziando il ruolo dell’accumulo di gas, l’ipersensibilità intestinale, l’alterazione del microbiota e l’anomala coordinazione motoria dei muscoli addominali. La migliore comprensione delle sue cause ha quindi suggerito dei possibili target terapeutici. In questo articolo ci occuperemo dei farmaci per il gonfiore addominale.

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Lassativi

Generalmente la stitichezza cronica s’accompagna a gonfiore addominale. Il lento transito intestinale, infatti, favorisce la fermentazione e l’accumulo di gas nell’intestino. I farmaci lassativi possono quindi essere efficacemente utilizzati per ridurre la stipsi e, di conseguenza, il gonfiore addominale. Va notato, tuttavia, che alcuni lassativi osmotici possono favorire il gonfiore e l’aria nella pancia. Essi, infatti, trattengono e richiamano importanti quantità d’acqua nell’intestino, oltre a favorire processi di fermentazione, che producono gas. Per questa ragione i pazienti affetti da stitichezza che lamentano gonfiore dovrebbero scegliere lassativi non osmotici.

Farmaci per la stitichezza cronica

I farmaci prosecretori sono medicinali approvati negli ultimi anni per il trattamento della stitichezza cronica e la sindrome del colon irritabile con stipsi prevalente (IBS-C). Diversi studi hanno evidenziato come il loro utilizzo non solo migliori la costipazione, ma riduca il gonfiore addominale. Le principali molecole appartenenti a questa categoria sono la linaclotide e la prucalopride, che hanno mostrato di poter essere utilizzate anche come farmaci per il gonfiore addominale.

Linaclotide

La linaclotide (Constella®) è un farmaco che aumenta la secrezione di liquidi e accelera il transito intestinale3. Una meta-analisi4 ha infatti evidenziato come essa migliori la funzione intestinale e diminuisca la gravità dei sintomi dell’IBS-C, tra i quali il gonfiore è il più diffuso. Inoltre una recente revisione sistematica ha evidenziato come la linaclotide sia il miglior farmaco per il gonfiore addominale5 rispetto ai farmaci approvati per il trattamento dell’IBS-C.

Va notato, infine, che la linaclotide ha anche mostrato di ridurre l’ipersensibilità intestinale6, una delle possibili cause del gonfiore addominale.

Prucalopride

La prucalopride (Resolor®) è un farmaco utilizzato per stimolare la motilità e la secrezione intestinale. Nelle persone affette da stitichezza cronica la prucalopride riduce significativamente il gonfiore e i sintomi associati alla stitichezza78.

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Antidepressivi

Generalmente l’uso dei farmaci antidepressivi è indicato per la cura della sindrome del colon irritabile9. Essi, infatti, hanno proprietà analgesiche viscerali in grado di agire sull’ipersensibilità intestinale. Tuttavia la loro efficacia sul gonfiore addominale è controversa. Ad esempio, la paroxetina, un inibitore selettivo del recettore della serotonina (SSRI), pur migliorando la qualità della vita delle persone affette da IBS severa, non riduce il gonfiore10. Similmente in un altro studio11 l’uso della paroxetina ha migliorato il benessere generale dei pazienti affetti da IBS, ma non la pancia gonfia.

Altri studi di piccole dimensioni hanno invece mostrato risultati positivi. La fluoxetina, un altro farmaco SSRI, ha mostrato di ridurre il numero di pazienti che lamentavano gonfiore rispetto al gruppo di controllo12; il citalopam, altro SSRI, ha ridotto il gonfiore addominale rispetto al placebo, indipendentemente dal miglioramento dell’ansia, della depressione e della sensibilità del colon13. Altri studi, inoltre, hanno evidenziato che gli SSRI riducono il tempo di transito orocecale14, cioè il tempo che il corpo impiega per completare la digestione. Essi possono quindi essere indicati nel caso in cui si soffra di sindrome del colon irritabile con stipsi prevalente (IBS-C).

In sintesi, i risultati degli studi sull’utilizzo degli antidepressivi per il gonfiore addominale sono promettenti, seppur parzialmente contraddittori. Sono quindi necessari studi più ampi per chiarire la loro efficacia.

Procinetici

Generalmente i farmaci procinetici sono utilizzati efficacemente per il trattamento dello stomaco gonfio nella dispepsia funzionale (FD). La levosulpiride (Levopraid®), ad esempio, riduce i sintomi della FD quanto la cisapride15, un farmaco efficace per il gonfiore postprandiale, ma ritirato dal commercio a cause dei suoi gravi effetti collaterali. Inoltre la neostigmina (Intrastigmina®), un potente farmaco procinetico indcato per il meteorismo e la ritenzione urinaria, ha mostrato di ridurre significativamente il gonfiore addominale nei pazienti con IBS16. La piridostigmina (Mestinon®), un altro potente agente procinetico indicato per la miastenia grave e l’atonia intestinale, ha mostrato di ridurre la sensazione di gonfiore senza modificare il volume di gas gastrointestinale17.

Alcuni farmaci procinetici possono quindi essere indicati per il trattamento del gonfiore. Tuttavia la scarsità di studi circa la loro efficacia sul gonfiore dei pazienti con IBS richiede ulteriori approfondimenti sull’utilizzo dei procinetici nell’IBS.

Antispastici

I farmaci antispastici sono utilizzati comunemente per alleviare i sintomi dell’IBS, grazie alla loro capacità di rilassare la muscolatura liscia gastrointestinale. Tuttavia il loro utilizzo per il gonfiore addominale non è chiaro, soprattutto a causa della scarsa disponibilità di dati.

Alcuni studi18 hanno mostrato che l’otilonio (Spasmomen®) riduce i sintomi dell’IBS, incluso il gonfiore. Una meta-analisi19 ha inoltre evidenziato che la mebeverina (Duspatal®) è efficace per la riduzione del mal di pancia e della distensione addominale.

In sintesi gli antispastici hanno mostrato una certa efficacia nel trattamento del gonfiore. Tuttavia i risultati degli studi sono incoerenti e richiedono ricerche più ampie.

Antibiotici

Diversi studi20 hanno evidenziato come le alterazioni del microbiota intestinale siano implicate nello sviluppo della sindrome del colon irritabile e del gonfiore. In particolare la sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue (SIBO) sembrerebbe essere responsabile di molti casi di gonfiore addominale. La terapia d’elezione per la SIBO prevede l’utilizzo dell’antibiotico rifaximina (Normix®).

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Rifaximina

La rifaximina è un antibiotico ampiamente studiato, che ha mostrato di ridurre il gonfiore nell’IBS o nei pazienti a cui è stata diagnosticata la SIBO. Uno studio multicentrico ha inoltre specificato che essa migliora i sintomi dell’IBS, inclusi mal di pancia e gonfiore, nei pazienti con IBS non costipati21.

Un ulteriore studio22 ha evidenziato che la rifaximina è più efficace per la cura della SIBO rispetto agli antibiotici comunemente prescritti. In particolare essa è risultata più efficace della:

  • neomicina;
  • doxiciclina;
  • amoxicillina/clavulanato;
  • ciprofloxacina.

Inoltre la rifaximina è scarsamente assorbita dal corpo. Ciò fa sì che il rischio di effetti collaterali sia tendenzialmente più basso rispetto agli altri antibiotici.

In sintesi la rifaximina può essere utilizzata per il trattamento a breve termine del gonfiore da SIBO, principalmente in persone affette da sindrome del colon irritabile senza stipsi. Essa, infatti, è il miglior farmaco per il gonfiore addominale tra gli antibiotici disponibili. Tuttavia è necessario prestare attenzione a eventuali forme di antibiotico resistenza, che possono vanificarne l’effetto terapeutico.

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Antischiuma

Uno dei primi farmaci per il gonfiore addominale è stato il simeticone, un composto antischiumogeno in grado di favorire l’espulsione dell’aria dalla pancia. Tuttavia le prove a sostegno della sua efficacia sono contraddittorie. In uno studio23 il simeticone ha ridotto significativamente la frequenza e la gravità dei sintomi derivanti dal gonfiore dello stomaco. Tuttavia in altri studi24 il suo utilizzo, pur migliorando i sintomi generali della dispepsia funzionale, non ha avuto alcun effetto sul gonfiore.

La ricerca sembra invece suggerire che il suo effetto sul gonfiore sia migliore qualora il simeticone sia utilizzato in associazione al carbone vegetale. In uno studio25 l’uso combinato del carbone attivo e del simeticone ha ridotto la gravità del senso di pienezza e del gonfiore rispetto al placebo. Altre ricerche hanno infine evidenziato che il gonfiore possa essere ridotto utilizzando il simeticone in associazione alla loperamide (Imodium®)26, un antidiarroico, o al carbone vegetale e all’ossido di magnesio, un antiacido27.

Il simeticone può quindi essere utile per alleviare il gonfiore, se utilizzato in associazione ad altri composti come il carbone vegetale.

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In sintesi..

Il gonfiore addominale è un disturbo multifattoriale, che può avere innumerevoli cause. La loro individuazione è necessaria per poter scegliere i farmaci per il gonfiore addominale più adatti. Cause diverse, infatti, richiedono cure diverse. Consulta sempre il tuo medico per avere una corretta diagnosi e ricevere un’adeguata cura farmacologica.

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Redazione Gastroprotezione.it
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