mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Gonfiore addominale: farmaci

Il gonfiore è un disturbo assai comune, che interessa il 20-30% della popolazione[1]. Esso può manifestarsi attraverso una sensazione soggettiva di aumento della pressione addominale che, nel 50% dei casi, s’accompagna a un aumento della circonferenza dell’addome fino a 12cm[2]. Di solito i pazienti lo descrivono in modo variabile, accennando a un generico senso di pienezza o a un eccesso d’aria nella pancia. Sfortunatamente le cause del gonfiore non sono del tutto comprese. Tuttavia recenti studi hanno chiarito alcuni dei suoi possibili meccanismi fisiopatologici come l’accumulo di gas o l’ipersensibilità viscerale, evidenziando dei possibili target terapeutici per i farmaci per il gonfiore addominale.

I farmaci per il gonfiore addominale

Agenti antischiumogeni

Uno dei primi farmaci per il gonfiore addominale è stato il simeticone, un composto antischiumogeno in grado di favorire l’espulsione dell’aria dalla pancia. Tuttavia le prove a sostegno della sua efficacia sono contraddittorie. In uno studio il simeticone ha ridotto significativamente la frequenza e la gravità dei sintomi derivanti dal gonfiore dello stomaco[3]. Tuttavia in altri studi il suo utilizzo, pur migliorando i sintomi generali della dispepsia funzionale, non ha avuto alcun effetto sul gonfiore[4].

La ricerca sembra invece suggerire che il suo effetto sul gonfiore sia migliore qualora il simeticone sia utilizzato in associazione al carbone vegetale. In uno studio l’uso combinato del carbone attivo e del simeticone ha ridotto la gravità del senso di pienezza e del gonfiore rispetto al placebo[5]. Altre ricerche hanno anche suggerito che il gonfiore associato a episodi di diarrea acuta possa essere ridotto utilizzando il simeticone in associazione alla loperamide, un farmaco antidiarroico, o al carbone vegetale e all’ossido di magnesio, un antiacido[6].

Il simeticone può quindi essere utile per alleviare il gonfiore, in particolare se utilizzato in associazione ad altri composti come il carbone vegetale.

Farmaci per il gonfiore da stitichezza

Fibre alimentari

Generalmente l’uso delle fibre alimentari e degli agenti di massa è indicato per regolare il transito intestinale. Un aumento dell’apporto giornaliero di fibre, infatti, può stimolare la peristalsi, facilitando la defecazione e migliorando il gonfiore addominale da stipsi. Una meta-analisi ha però mostrato che le fibre solubili, ma non quelle insolubili, sono efficaci nel ridurre i sintomi generali dell’IBS, incluso il gonfiore. Esse, inoltre, hanno effetti collaterali minimi[7].

In particolare la fibra di semi di Psyllium può ridurre la severità dei sintomi del colon irritabile, incluso il gonfiore[8]. Essa, infatti, favorisce l’evacuazione, limitando la fermentazione del contenuto intestinale. Lo psilio, inoltre, rallenta l’assorbimento non solo dei “nutrienti”, ma anche della fibra alimentare[9], la cui fermentazione, come è noto, produce gas.

Inoltre una meta-analisi ha mostrato che i betagalatto-oligosaccaridi (β-GOS), la gomma di guar parzialmente idrolizzata e la pectina hanno migliorato i sintomi del colon irritabile, riducendo in modo specifico la flatulenza e, più limitatamente, il dolore addominale e il gonfiore[10]

Va notato, tuttavia, che il consumo di alcuni tipi di fibre come l’inulina, i frutto-oligosaccaridi (FOS) e l’oligofruttosio possono peggiorare il gonfiore nei pazienti che soffrono di colon irritabile. Inoltre anche il consumo di crusca può aggravare il gonfiore e il dolore addominale nei pazienti che soffrono di colon irritabile[11].

Lassativi

I lassativi possono ridurre il gonfiore addominale da stipsi, favorendo l’evacuazione. In questo caso è possibile utilizzare:

  • lassativi osmotici;
  • lassativi stimolanti;
  • agenti emollienti.

Va notato, tuttavia, che l’evidenza scientifica circa l’efficacia di questi farmaci sul gonfiore addominale è limitata. Vale la pena ricordare, però, che in uno studio il glicole polietilenico (Macrogol®), un lassativo osmotico, ha migliorato non solo la stitichezza non rispetto al placebo dopo 4 settimane di assunzione, ma anche il gonfiore addominale. Tuttavia esso non ha avuto alcun effetto sul dolore addominale, che in alcuni pazienti può invece aumentare durante il suo utilizzo[12].

Inoltre l’utilizzo di alcuni lassativi, come il mannitolo, il sorbitolo e il lattulosio andrebbe opportunamente valutato nei pazienti che soffrono di colon irritabile a causa del loro elevato contenuto di FODMAP. Il loro utilizzo può infatti aumentare il gonfiore e il dolore addominale.

Farmaci per la costipazione cronica

farmaci prosecretori sono medicinali utilizzati per il trattamento della costipazione idiopatica cronica. Essi, infatti, stimolano significativamente la peristalsi intestinale, aumentando il contenuto di elettroliti e liquidi nel lume intestinale. I principali farmaci prosecretori sono il lubiprostone (Amitiza®) e la linaclotide (Constella®).

Il lubiprostone è risultato efficace nel miglioramento della costipazione, la consistenza delle feci, il gonfiore e il dolore addominale. Il dosaggio suggerito è di 8 µg per via orale, due volte al giorno con cibo e acqua. Gli eventi avversi più comuni sono la diarrea, la nausea, la distensione addominale, il dolore addominale, la flatulenza, il dolore addominale superiore e il vomito.

La linaclotide è un farmaco che aumenta la secrezione di liquidi e accelera il transito intestinale. Esso, infatti, migliora la funzione intestinale e diminuisce la gravità dei sintomi dei pazienti che soffrono di intestino irritabile con costipazione prevalente (IBS-C). Inoltre una recente revisione sistematica ha evidenziato come la linaclotide sia il miglior farmaco peril gonfiore addominale rispetto ai farmaci approvati per il trattamento dell’IBS-C[13]. La linaclotide ha anche mostrato di ridurre l’ipersensibilità intestinale, una delle possibili cause del gonfiore addominale. La dose raccomandata è di 290 µg per via orale, una volta al giorno prima dei pasti. Gli eventi avversi più frequenti sono la diarrea, il dolore addominale, la flatulenza, il mal di testa, la gastroenterite virale e la distensione addominale.

Farmaci neuromodulatori

Generalmente i farmaci neuromodulatori indicati per il gonfiore addominale funzionale sono gli antidepressivi triciclici (TCA) e gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). Tali farmaci, infatti, possono regolare la sensibilità viscerale del tratto digerente, oltre a migliorare i fattori psicologici, che pspesso concorrono allo sviluppo dei sintomi dei disturbi gastrointestinali funzionali.

In particolare, in un piccolo studio crossover controllato, il citalopram, un farmaco SSRI, ha mostrato un aumento del numero di giorni senza gonfiore alla terza e sesta settimana di trattamento[14]. La fluoxetina, un altro farmaco SSRI, è risultata significativamente più efficace del placebo nel ridurre il dolore addominale e alleviare il senso di gonfiore, oltre ad aumentare la frequenza dei movimenti intestinali e diminuire la consistenza delle feci[15]. Tuttavia altri farmaci SSRI non sono risultati efficaci sul gonfiore. Ad esempio, la paroxetina, pur migliorando la qualità della vita delle persone affette da forme severe di colon irritabile, non riduce il gonfiore[16].

Altre ricerche hanno invece evidenziato l’efficacia di alcuni antidepressivi triciclici. In un studio, ad esempio, la desipramina, combinata con la terapia cognitivo comportamentale, ha ridotto il gonfiore addominale funzionale[17]. Infine uno studio ha mostrato che il buspirone, un ansiolitico appartenente alla classe degli agonisti della serotonina (5-HT1A), può migliorare i sintomi dispeptici come la pienezza postprandiale, la sazietà precoce e il gonfiore[18], regolando l’accomodamento gastrico.

Antibiotici

Diversi studi hanno evidenziato come le alterazioni disbiotiche del microbiota intestinale possano essere implicate nello sviluppo del gonfiore addominale. In questo caso è possibile utilizzare la rifaximina (Normix®), un antibiotico indicato per le infezioni batteriche intestinali, scarsamente assorbito a livello sistemico. Essa, inoltre, rappresenta la terapia d’elezione per la sindrome da contaminazione batterica dell’intestino tenue (SIBO), una causa comune di gonfiore addominale.

L’utilizzo della rifaximina può ridurre la prevalenza di specie batteriche dannose per la salute favorendo, allo stesso, tempo, la crescita di specie probiotiche. Essa, infatti, svolge anche un’azione eubiotica, limitando l’infiammazione intestinale di basso grado.

Va notato, infine, che in due studi di fase 3, controllati con placebo e progettati in modo identico, la rifaximina, al dosaggio di 550 mg, tre volte al giorno per 2 settimane, ha portato a un significativo miglioramento dei sintomi globali del colon irritabile, incluso il gonfiore.

In sintesi, la rifaximina può essere utilizzata per il trattamento a breve termine del gonfiore addominale nei pazienti che soffrono di colon irritabile o affetti da SIBO.

Antispastici

Generalmente i farmaci antispastici sono utilizzati per alleviare il dolore addominale nei pazienti che soffrono di colon irritabile. Essi, infatti, possono ridurre gli spasmi della muscolatura liscia del tratto gastrointestinale. Alcuni studi hanno inoltre suggerito che essi possono migliorare anche il gonfiore addominale.

Uno studio, ad esempio, ha evidenziato che l’otilonio (Spasmomen®) riduce i sintomi del colon irritabile, incluso il gonfiore[19]. Una meta-analisi ha invece evidenziato che la mebeverina (Duspatal®) può ridurre il mal di pancia e la distensione addominale[20].

Alcuni antispastici possono ridurre il gonfiore addominale. Tuttavia i risultati degli studi richiedono ulteriori approfondimenti.

Procinetici

Generalmente i farmaci procinetici sono utilizzati per ridurre alcuni dei sintomi della dispesia funzionale, come il senso di sazietà precoce o il gonfiore postprandiale. Essi, infatti accelerano lo svuotamento gastrico. Tuttavia, a fronte di una modesta efficacia sulla riduzione dei sintomi dispeptici come il gonfiore, possono avere seri effetti avversi, come la sindrome extrapiramidale e il prolungamento del QT, che ne rendono sconsigliabile l’uso cronico. Essi dovrebbero quindi essere utilizzati solo occasionalmente.

In sintesi..

Il gonfiore addominale è un disturbo multifattoriale, che può avere innumerevoli cause. La loro individuazione è necessaria per poter scegliere i farmaci per il gonfiore addominale più adatti. Cause diverse, infatti, richiedono cure diverse. La formulazione di una diagnosi corretta è quindi necessaria per impostare un’adeguata cura farmacologica sotto la supervisione del proprio medico.

Bibliografia
Prof. Ludovico Abenavoli
Prof. Ludovico Abenavoli
Professore associato di Malattie dell’Apparato Digerente - Dipartimento Scienze della Salute, Università “Magna Graecia” di Catanzaro - A.O.U. Renato Dulbecco di Catanzaro

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