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Pancia gonfia e dura: sembro incinta

Generalmente quando si parla di pancia gonfia si fa riferimento indistintamente alla sensazione di gonfiore e all’ingrossamento dell’addome. Tuttavia non sempre la percezione di gonfiore coincide con un aumento della circonferenza addominale. Nel linguaggio medico, infatti, si è soliti distinguere tra gonfiore e distensione addominale. Il primo è solo un sintomo, mentre il secondo è un segno, oggettivo e tangibile, che può avere cause diverse da quelle del gonfiore. In quest’articolo approfondiremo la distensione addominale, cioè quella condizione spesso descritta con espressioni del tipo: “ho la pancia gonfia come un pallone” o “ho la pancia gonfia e dura, sembro incinta!”

Pancia gonfia come se fossi incinta: troppo gas?

Generalmente la pancia gonfia è attribuita a un eccessivo accumulo di gas che, esercitando pressione sulle pareti gastrointestinali, ne determina la distensione, causando un visibile gonfiore addominale. L’ipotesi prevalente è quindi quella secondo cui la distensione sia il risultato di una ridotta motilità gastrointestinale che, favorendo la fermentazione del cibo e riducendo l’espulsione dell’aria, causa un anomalo accumulo di gas. Condizioni di dismotilità, come un blocco intestinale, possono infatti causare la formazione di importanti volumi d’aria nella pancia, ostacolando il transito intestinale e prolungando così la fermentazione.

In particolare l’accumulo di gas nel tratto gastrointestinale distende la parete addominale e spinge in alto la muscolatura del diaframma. Ciò è efficacemente descritto in figura 1, dove l’immagine di destra rappresenta l’effetto dell’accumulo del gas (+3352ml), evidenziato in turchese, sulla distensione dell’addome. Confrontando l’immagine di destra con quella di sinistra, che descrive la situazione di partenza, è evidente come il gas spinga orizzontalmente l’addome e verticalmente il diaframma, evidenziato in rosa. Il risultato è una “pancia gonfia e dura, sembro incinta“.

Fig.1 Fonte: Accarino A, Perez F, Azpiroz F, Quiroga S, Malagelada JR. Abdominal distention results from caudo-ventral redistribution of contents. Gastroenterology. 2009 May;136(5):1544-51. doi: 10.1053/j.gastro.2009.01.067. Epub 2009 Feb 4. PMID: 19208364.

L’accumulo di gas può quindi causare distensione addominale nei casi di ridotta motilità gastrointestinale. Tuttavia alcuni studi1 hanno evidenziato come esso sia responsabile della pancia gonfia solo nei casi di dismotilità severa, che rappresentano una parte minoritaria del totale dei casi di distensione. Le patologie che possono creare una marcata dismotilità, infatti, sono l’ostruzione intestinale, la pseudo-ostruzione, le malattie infiammatorie intestinali (IBD), come il morbo di Crohn, e la gastroparesi.

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Pancia gonfia come un pallone: non solo gas!

Negli ultimi anni alcuni studi23 hanno rivelato come possa esserci distensione addominale anche in presenza di un livello normale di gas o di un suo piccolo incremento. Ciò è efficacemente descritto nella figura 2. Confrontando l’immagine di destra con quella di sinistra, è evidente infatti come l’addome sia disteso, nonostante il volume di gas sia aumentato minimamente (+22ml) rispetto alla situazione di partenza (immagine sinistra). Perché?

Fig. 2 Fonte: Accarino A, Perez F, Azpiroz F, Quiroga S, Malagelada JR. Abdominal distention results from caudo-ventral redistribution of contents. Gastroenterology. 2009 May;136(5):1544-51. doi: 10.1053/j.gastro.2009.01.067. Epub 2009 Feb 4. PMID: 19208364.

In questo caso il gonfiore dell’addome è dovuto a un’anomalo riflesso motorio, innescato dalla sensazione di gonfiore. Quando mangiamo, infatti, il cibo che ingeriamo allunga lo stomaco o l’intestino, causando la percezione di gonfiore. In alcune persone questa sensazione innesca una risposta riflessa del cervello, che paradossalmente contrae il diaframma e rilassa i muscoli della parete addominale. In particolare il diaframma è spinto verso il basso, così come evidenziato dall’aumento della zona di colore rosa dell’immagine destra in figura 2. Ciò aumenta la pressione all’interno della cavità addominale, la cui parete muscolare è rilassata. Così la pressione può facilmente spingere all’infuori l’addome, causandone la distensione. Tale meccanismo è definito come dissenergia addomino-frenica (APD), un disturbo gastrointestinale responsabile dei casi di gonfiore funzionale.

Dissenergia addomino-frenica

La dissinergia addomino-frenica (APD) si verifica quando il cervello non coordina correttamente (attraverso il nervo frenico) il movimento dei muscoli del diaframma e dell’addome in relazione alla pienezza addominale.

Normalmente quando lo stomaco è pieno di cibo o gas, il diaframma si rilassa, rilasciandosi verso l’alto (fig.1), in modo da dare più spazio agli organi addominali. Contemporaneamente i muscoli addominali (il retto e l’esterno obliquo4) si contraggono, così da evitare la fuoriuscita o protrusione dell’addome. Con la dissenergia addomino-frenica la coordinazione è invece opposta. Quando c’è pienezza addominale, infatti, il diaframma si contrae, mentre si rilassano i muscoli addominali. In tal modo il diaframma spinge gli organi dell’addome che, incontrando meno resistenza dalla (rilassata) parete addominale, sono proiettati verso l’esterno. Il risultato è un visibile gonfiore o, come spesso riferito dai pazienti, una “pancia gonfia e dura, sembro incinta” (si veda figura 3).

Fig. 3 Fonte: https://zionphysicaltherapy.com/blog/tag/abdominophrenic+dyssynergia

In sintesi, nell’APD la distensione non è causata da un eccessivo accumulo di gas, ma da un’anomala risposta motoria alla sensazione di pienezza o gonfiore. Va notato, tuttavia, che la distensione può essere accentuata dalla produzione di gas intestinale o dall’ipersensibilità viscerale. Entrambe le condizioni, infatti, possono aumentare la sensazione di gonfiore, che innesca il riflesso motorio della dissenergia. In altri termini, le condizioni che possono causare un eccesso di gas, come le intolleranze alimentari o la stitichezza, e quelle che ne aumentano la percezione, come l’ipersensibilità viscerale, possono amplificare la sensazione di pienezza, aggravando il riflesso disfunzionale dell’APD.

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Dopo mangiato mi si gonfia la pancia come un pallone

Dopo mangiato mi si gonfia la pancia come un pallone“. È questa un’espressione frequentemente utilizzata dai pazienti per descrivere il gonfiore addominale dopo i pasti.

Generalmente la pancia gonfia dopo aver mangiato è attribuita a disturbi come le intolleranze alimentari o il malassorbimento dei carboidrati. Tuttavia la maggior parte di queste condizioni non comporta accumuli di gas, tali da giustificare forme severe di distensione addominale. In altri termini, se da un lato le intolleranze favoriscono la produzione di gas intestinali, dall’altro i loro volumi non sono tali da gonfiare la pancia come “un pallone”.

Le spiegazione della distensione addominale dopo i pasti può invece essere individuata nella dissenergia addomino-frenica. Un interessante studio5, infatti, ha evidenziato come la semplice ingestione di un pasto possa innescare il riflesso motorio addominale tipico dell’APD.

In particolare lo studio ha confrontato la risposta muscolare dei pazienti, affetti da gonfiore dopo i pasti, rispetto a quella dei soggetti sani. Il risultato è stato che nei soggetti che sviluppavano gonfiore, l’ingestione di cibo, anche in quantità inferiore a quella consumata dagli individui sani, ha provocato l’anomala risposta muscolare dell’APD. Ciò evidenzia come la dissenergia possa essere una delle cause principali del gonfiore funzionale dopo i pasti.

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Pancia gonfia e dura, sembro incinta: rimedi

La distensione addominale da APD può essere trattata farmacologicamente e/o con interventi complementari, finalizzati a migliorare il controllo della muscolatura addominale.

Farmaci

L’utilizzo dei farmaci antidepressivi può essere efficace per il trattamento della APD. Gli antidepressivi, infatti, hanno un effetto analgesico sulle pareti gastrointestinali, che può ridurre la sensazione di gonfiore, responsabile del riflesso disfunzionale dei muscoli addominali. Essi sono inoltre indicati per la terapia dell’ipersensibilità viscerale, una condizione che può amplificare la percezione di pienezza, favorendo la dissenergia.

In particolare i farmaci consigliati6per il gonfiore addominale funzionale sono gli antidepressivi triciclici (TCA), gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e il farmaco ansiolitico buspirone. I dosaggi raccomandati sono quelli riportati in tabella 1.

Antidepressivi tricicliciDosaggio
Amitriptilina25-150mg
Desipramina25-150mg
Imipramina25-150mg
Nortriptilina25-150mg
SSRI
Citalopram10-40mg
Escitalopram5-20mg
Fluoxetina10-40mg
Paroxetina10-40mg
Sertralina 50-150mg
Buspirone7,5-30mg/2 volte al dì
Tab 1
fonte:https://theromefoundation.org/wp-content/uploads/Rome-Foundation_Neuromodulators-Pocket-Card_2021.pdf

L’utilizzo dei farmaci antidepressivi è opportuno nei casi in cui il gonfiore alteri significativamente la qualità della vita. In ogni caso consulta sempre il tuo medico per decidere l’opportunità e le modalità d’assunzione dei farmaci.

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Rimedi naturali

I possibili rimedi naturali per la dissenergia addomino-frenica sono il biofeedback e la respirazione diaframmatica.

Il biofeedback7 è una tecnica che consente di imparare a controllare processi corporei di solito involontari. In pratica, durante una sessione di biofeedback, al paziente vengono attaccati alcuni elettrodi, che rilevano l’attività fisiologica che si vuole correggere. Il risultato delle misurazioni viene mostrato in tempo reale al paziente che, sulla base di questo feedback, inibisce o accentua i comportamenti oggetto della misurazione. Nel caso della APD il paziente si allena a correggere l’attività disfunzionale dei muscoli addominali, bilanciandone l’attività grazie all’informazione fornita dagli elettrodi. A tal proposito un recente studio8 randomizzato ha evidenziato come il biofeedback sia in grado di ridurre la distensione addominale, addestrando i pazienti a controllare l’attività muscolare addomino-toracica.

Un’altra tecnica che può essere efficace nella gestione dell’APD è la respirazione diaframmatica, anche detta “respirazione con la pancia“. Essa prevede di distendere la pancia nella fase d’inspirazione e di contrarla in quella d’espirazione. Ciò consente di allenare il diaframma e la muscolatura addominale, imparando ad avere un maggior controllo della loro attività. In particolare è utile prolungare la fase espiratoria, durante la quale il diaframma si rilassa, spostandosi in alto, e la muscolatura addominale si contrae. In tal modo è possibile bilanciare il riflesso disfunzionale della dissenergia addomino-frenica.

Va notato, infine, che anche i rimedi per il gonfiore gassoso, sebbene non siano efficaci direttamente per l’APD, possono essere d’aiuto nel ridurre la sensazione di gonfiore, alleviando indirettamente anche la dissenergia.

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Pancia molto gonfia e dura: tumore?

In alcuni casi una “pancia molto gonfia e dura” può essere la conseguenza di un tumore. Alcune forme di cancro possono infatti causare distensione addominale, dovuta ad una complicazione nota come ascite, di solito dovuta alle malattie croniche del fegato.

L’ascite è una raccolta patologica di liquido nella cavità peritoneale, cioè nello spazio tra la membrana che riveste gli organi addominali e la parete interna dell’addome. La crescita del tumore, infatti, può rendere permeabile la membrana peritoneale, consentendo la fuoriuscita di liquidi.

Le forme di tumore che hanno maggiori probabilità di causare l’ascite sono il tumore del9:

  • fegato;
  • ovaio;
  • pancreas;
  • colon.

Di solito l’ascite, quando la raccolta di liquido è modesta, può rimanere asintomatica.

Tuttavia quantità notevoli di liquido possono causare una pancia molto gonfia e dura, come quella mostrata in figura 4, che mostra il caso di un paziente che ha sviluppato una marcata distensione addominale a seguito di cirrosi epatica.

Fig. 4 Fonte: Hepaticfailure James Heliman, MD via Wikimedia Commons

L’ascite può causare anche dolore addominale e stanchezza intensa. Inoltre la distensione dell’addome può comprimere lo stomaco, portando talvolta a inappetenza, e il diaframma, causando affanno e respiro corto.

Va notato, infine, che l’ascite può essere dovuta anche ad altri disturbi, come la pancreatite, l’insufficienza cardiaca e quella renale.

Pancia gonfia e dura, sembro incinta: altre cause

Finora si è detto che la distensione dell’addome può essere causata da forme di dismotilità severa, dalla disseennergia somato-frenica e, molto più raramente, da alcuni tumori intra-addominali. Tuttavia una “pancia gonfia e dura, tale da sembrare incinta” può essere causata anche da altre condizioni.

L’endometriosi, un disturbo ginecologico che colpisce il 10% delle donne in età riproduttiva, può causare distensione addominale, conosciuta con il termine inglese “endobelly” (figura 5). In particolare, l’endometriosi può causare un forte gonfiore, soprattutto durante o subito prima del ciclo, che può protrarsi per giorni o settimane. Le donne che ne soffrono spesso riferiscono la sensazione fisica di “sentirsi incinta“.

Fig. 5 Fonte: Women Are Sharing Photos of Their Bloated Bellies to Reveal a Little-Known Symptom of Endometriosis

In alcuni casi la distensione addominale può essere dovuta anche alla formazione di cisti ovariche. Si tratta di un frequente problema ginecologico che comporta la formazione di cavità o sacche nell’ovaio, di dimensioni variabili. Esse sono quasi sempre benigne e asintomatiche. Talvolta le loro dimensioni possono però essere notevoli, tanto da causare una pancia gonfia, simile a quella di una donna incinta (Figura 6).

Fig. 6 Fonte: Telfah MM. Twisted Huge Ovarian Cyst: The Clinical Lessons. Austin J Clin Case Rep. 2015;2(3): 1074. ISSN : 2381-912X

Infine la malattia del rene policistico può causare una pronunciata distensione addominale (Fig. 7). L’espansione delle cisti, infatti, può ingrossare i reni, aumentando la pressione sugli organi circostanti. Tale pressione può determinare una pancia molto gonfia e dura, oltre a mal di pancia, soprattutto nell’area superiore dell‘addome, dolore alla schiena e al fianco destro e sinistro.

Fig. 7 – L’immagine mostra un paziente con malattia del rene policistico prima (A) e dopo (B) un intervento di nefrectomia, una procedura chirurgica di rimozione parziale o totale di uno o entrambi i reni. Fonte: https://www.researchgate.net/figure/Photos-illustrating-patient-appearances-before-A-and-after-B-bilateral-HAL-nephrectomy_fig3_229157684
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Redazione Gastroprotezione.it
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