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Colon irritabile: dove fa male?

colon irritabile dove fa male?

Il dolore è uno dei sintomi più comuni della sindrome dell’intestino irritabile (o irritable bowel syndrome -IBS). Circa il 75% dei pazienti, infatti, riporta dolore addominale continuo o frequente, localizzato il più delle volte nel basso ventre. Tuttavia l’IBS può causare dolore anche in altri punti del corpo, apparentemente indipendenti dall’intestino. In questo articolo ci occuperemo delle manifestazioni del dolore da IBS, rispondendo al ricorrente interrogativo dei pazienti: “dove fa male il colon irritabile?

Colon irritabile e dolore

Il dolore è un sintomo caratteristico del colon irritabile. Le attuali linee guida[1] per la diagnosi di IBS richiedono infatti che il paziente sperimenti dolore addominale ricorrente, almeno 1 giorno a settimana negli ultimi 3 mesi, associato a 2 o più delle seguenti condizioni:

  • dolore durante la defecazione.
  • dolore associato a un cambiamento nella frequenza delle evacuazioni.
  • dolore associato a un cambiamento nella consistenza delle feci.

Il dolore da IBS che dura per più di sei mesi è considerato di tipo cronico. Le sue manifestazioni sono cioè ricorrenti nel tempo, sebbene possano avere un andamento a fasi alterne. In alcuni periodi il dolore migliora, talvolta sparendo del tutto, per poi riacutizzarsi, soprattutto in caso di stress o di un alimentazione errata.

Di solito il dolore peggiora dopo aver mangiato e migliora dopo l’evacuazione, nonostante in alcuni casi possa peggiorare dopo la defecazione. Esso, infatti, non è sempre prevedibile.

Il dolore da colon irritabile può inoltre cambiare nel corso del tempo. Le sue manifestazioni possono procurare sintomi diversi, interessando aree del corpo distinte e assumendo intensità variabili. Generalmente il dolore che si associa al colon irritabile è avvertito nell’addome, in particolare nel basso ventre, sebbene possa insorgere anche in altre parti del corpo. Può variare da un lieve disagio a un dolore acuto, talvolta così intenso da essere scambiato per un’appendicite. Di solito le persone con IBS lo descrivono come crampiforme, lancinante, tagliente o pulsante.

Colon irritabile e dolore: cause

In linea generale per dolore s’intende un’esperienza sensoriale spiacevole associata a un danno concreto o percepito del corpo. Nel caso di un ustione, ad esempio, il dolore è dovuto alla lesione della pelle. Nel caso del colon irritabile il dolore non si associa invece ad alcun danno evidente nel corpo, sebbene esso sia purtroppo altrettanto reale.

La ragione di ciò è che i soggetti con IBS provano più dolore rispetto alle altre persone. Diversi studi hanno infatti evidenziato alterazioni nelle aree cerebrali deputate alla percezione del dolore[2], oltre ad un’aumentata sensibilità viscerale dell’intestino[3]. Le persone che soffrono di colon irritabile sono quindi ipersensibili agli stimoli provenienti dall’intestino, che il cervello interpreta come segnali di “dolore”.

In particolare, esse possono avere una percezione aumentata di stimoli dolorosi (iperalgesia) o provare dolore a causa di sensazioni che altre persone non avvertono come dolorose (allodinia). Il semplice passaggio di cibo attraverso l’intestino può quindi essere sufficiente a provocare dolore nel paziente con IBS. Similmente la stipsi, per molti solo fastidiosa, può causare dolori lancinanti in chi soffre di colon irritabile. La pressione esercitata sulle pareti intestinali dall’accumulo di feci e gas può infatti essere l’innesco per attacchi acuti di mal di pancia.

Va notato, infine, che esistono spiegazioni alternative circa l’origine del dolore da colon irritabile. Una tra le più diffuse ipotizza che una disregolazione dell’asse intestino-cervello, il fascio di fibre che connette i due distinti organi, inneschi contrazioni involontarie dei muscoli intestinali (si veda fig. 1), che provocano crampi, dolore e alterazioni del transito intestinale. Questa è una delle ragioni per cui la sindrome dell’intestino irritabile era chiamata in passato “colite spastica”.

Fig. 1 Fonte: https://www.webmd.com/ibs/ss/slideshow-ibs-overview

Colon irritabile: dove fa male?

Come si è già detto l’IBS causa dolore all’addome, in particolare nel basso ventre. Tuttavia essa può provocare dolore anche in parti del corpo, senza alcun apparente collegamento con l’intestino (si veda fig. 2).

Fig. 2 – Colon irritabile: dove fa male?

Il colon irritabile può quindi causare:

  • dolore addominale;
  • dolore pelvico;
  • dolore anale e rettale;
  • mal di schiena;
  • dolore al petto;
  • mal di testa;
  • sindrome temporo-mandibolare;
  • dolore articolare;
  • dolori muscolari.

Di seguito accenneremo alle principali manifestazioni del dolore da colon irritabile.

Dolore addominale

Generalmente il dolore addominale interessa la regione inferiore dell’addome, dove tende ad associarsi ad un senso di pesantezza al basso ventre. Tuttavia esso può insorgere in qualsiasi parte dell’addome. Spesso, infatti, i pazienti che soffrono di colon irritabile riferiscono dolore al fianco destro o sinistro. Inoltre il colon trasverso, meglio noto come intestino crasso, è adiacente allo stomaco. Le contrazioni del colon possono quindi proiettarsi su di esso, causando quello che comunemente, seppur impropriamente, chiamiamo mal di stomaco. Il dolore può quindi interessare anche la regione superiore dell’addome (epigastrio), irradiandosi verso il petto. Alcuni studi hanno infatti evidenziato un’associazione tra colon irritabile e dolore al petto funzionale[4].

Dolore pelvico

Il dolore pelvico interessa le pelvi, cioè la parte inferiore del tronco, corrispondente al bacino. Essa è quindi delimitata in alto dall’addome, lateralmente dalle gambe e in basso dalla zona del perineo. Il dolore pelvico può inoltre irradiarsi alla regione lombare, all’inguine, alla vagina e all’area sovrapubica.

Il dolore pelvico può essere continuo o intermittente, con picchi di dolore che si alternano a fasi in cui esso è assente. Esso interessa prevalentemente le donne e si manifesta frequentemente tra le persone che soffrono di colon irritabile. La International Foundation for Gastrointestinal Disorders (IFFGD) ha infatti evidenziato come circa il 30% delle donne con IBS riporti dolore pelvico di lunga durata[5]. Altri studi hanno inoltre mostrato come una quota significativa (circa il 40%) di donne con dolore cronico pelvico soddisfino i criteri delle linee guida per la diagnosi dell’IBS[6]. Infine uno studio ha mostrato delle interessanti similarità tra i due disturbi, come la comune natura psicosomatica e la loro associazione ad abusi sessuali o fisici[7].

Dolore anale e rettale

La sindrome dell’intestino irritabile, soprattutto nel caso in cui sia caratterizzata da costipazione, può favorire la comparsa di emorroidi e ragadi anali, causa di dolore dell’ano e del retto, oltre che di sanguinamento e bruciore anale. Lo sforzo evacuativo e la durezza delle feci possono infatti causare la protrusione delle vene del canale anale e la formazione di lesioni delle pieghe dell’ano.

Di solito il dolore anale peggiora durante la defecazione, nonostante possa essere presente anche in assenza di sollecitazioni meccaniche. Inoltre i pazienti con emorroidi riferiscono anche sintomi tipici dell’IBS, come gonfiore, dolore addominale e una vita sociale disturbata[8], suggerendo un’associazione tra complicanze anali e colon irritabile. Uno studio ha infatti rilevato che il 20,1% delle persone con diagnosi di IBS soffre anche di emorroidi[9].

Va notato, infine, nei pazienti con IBS il dolore rettale può essere dovuto anche ad un’aumentata percezione viscerale del retto[10], causa di dolore anche in assenza di lesioni rettali.

Mal di schiena

Il mal di schiena è un sintomo comune tra le persone che soffrono di colon irritabile. Si stima che tra il 68% e l’81% delle persone con IBS soffra anche di mal di schiena[11]. Le ragioni possono essere diverse. Tuttavia l’associazione tra IBS e mal di schiena potrebbe essere un tipico esempio di “dolore riferito“, una condizione per cui il dolore percepito in una particolare area del corpo non coincide con l’area causa del problema. Nel caso del colon irritabile, i pazienti riferiscono dolore alla schiena, sebbene la sua origine sia l’intestino. Ciò avviene perché le informazioni sensoriali provenienti dall’intestino e dalla muscolatura lombare convergono sugli stessi neuroni nel midollo spinale. In tal modo il dolore provocato dall’intestino può essere percepito come se provenisse dalla schiena.

Mal di testa

Sebbene possa sembrare insolito, la ricerca ha mostrato come le persone con IBS soffrano comunemente anche di mal di testa.

Uno studio ha infatti mostrato che tra il 23 e il 53% delle persone con IBS ha frequenti episodi di emicrania[12]. Ulteriori indagini hanno inoltre evidenziato che le persone con IBS hanno circa il 60% in più di probabilità di soffrire di mal di testa rispetto alle persone senza IBS[13]. Perché?

In realtà non è chiaro quale sia il meccanismo alla base dei due disturbi. È possibile che il legame tra le due condizioni sia mediato da più fattori concomitanti, sebbene un ruolo prevalente potrebbe essere giocato dalla serotonina, il neurotrasmettitore noto comunemente per il suo effetto sull’umore, ma strettamente connesso con l’IBS e l’emicrania.

Sembrerebbe, infatti, che i pazienti che soffrono contemporaneamente di colon irritabile e mal di testa abbiano delle differenze genetiche attinenti la serotonina, oltre che una riduzione di una particolare proteina (SERT), che ha il compito di trasportare il neurotrasmettitore, favorendone il riassorbimento. La sua carenza può quindi favorire l’accumulo di serotonina che, rimanendo per più tempo ‘in circolo’, può causare sintomi gastrointestinali ed emicrania. Non a caso, infatti, i soggetti affetti da IBS possono avere un livello di serotonina intestinale 10 volte superiore a quello dei soggetti sani, così come ne sono stati riscontrati livelli più alti nei pazienti con mal di testa tra i diversi attacchi di emicrania.

In questa prospettiva i farmaci antagonisti del recettore della serotonina (5HT3), utilizzati per la terapia del colon irritabile con predominanza di diarrea, potrebbero essere utili anche per il trattamento dell’emicrania, sebbene i risultati della loro efficacia per questa condizione siano controversi.

Va notato, d’altra parte, che l’uso di farmaci che invece inibiscono la ricaptazione della serotonina, come alcuni antidepressivi, sembrerebbero migliorare i sintomi di alcuni pazienti con IBS ed essere utili per la prevenzione di alcuni casi di emicrania.

Il ruolo della serotonina nell’IBS e nell’emicrania deve quindi essere ulteriormente approfondito, considerando la possibilità che essa abbia effetti distinti nei diversi tipi di IBS (con prevalenza di diarrea, costipazione e nel caso di IBS mista).

Sindrome temporo-mandibolare

La sindrome temporo-mandibolare (TMD) è un disturbo che interessa l’articolazione temporo-mandibolare, cioè la giunzione tra la mandibola e il cranio, che consente il movimento della mascella. Essa può essere causata da un malfunzionamento articolare, dei suoi muscoli o dei legamenti.

I suoi sintomi possono essere:

  • mal di testa nella zona delle tempie;
  • dolore facciale;
  • indolenzimento dei muscoli masticatori
  • click o crepitii nell’aprire e chiudere la bocca;
  • distubi cervicali.

Un recente studio[14] ha mostrato che chi soffre di colon irritabile ha un rischio di sviluppare la sindrome temporo-mandibolare tre volte superiore rispetto ai soggetti sani. Inoltre nei pazienti con IBS e TMD è emersa un’associazione tra dolore cronico facciale, addominale e livelli elevati di depressione, suggerendo un comune meccanismo tra i diversi sintomi.

Dolore articolare

Le persone affette dalla sindrome dell’intestino irritabile hanno un maggior rischio di soffrire di dolore alle articolazioni. Non ne è chiara la ragione. Tuttavia s’ipotizza che il dolore articolare possa essere dovuto ad una condizione d’infiammazione sistemica di basso grado. Inoltre l’IBS può associarsi all’artrite reumatoide[15], causa nota di dolori articolari.

Infine l’IBS può associarsi a dolori muscolari, la cui causa non è ancora stata chiarita. Tuttavia la sindrome dell’intestino irritabile può avere come comorbidità la fibromialgia, una patologia che può causare dolori muscolari.

Dolore e colon irritabile: rimedi

Il dolore cronico da IBS può essere trattato efficacemente con l’utilizzo dei farmaci e di alcuni approcci psicologici. L’associazione dei medicinali alle tecniche psicologiche sembra funzionare meglio dei singoli interventi.Tuttavia, quando si tratta il dolore cronico, è importante essere pazienti. I trattamenti, infatti, richiedono tempo prima di iniziare a fare effetto.

Farmaci

I farmaci antidepressivi triciclici, come ad esempio l’amitriptilina, possono ridurre l’ipersensibilità viscerale, migliorando il dolore addominale. Essi, infatti, hanno un effetto analgesico, modulando la percezione del dolore. Di solito il dolore si riduce del 30%-50% in 4 o 6 settimane di trattamento.

I farmaci antispastici, in particolare gli anticolinergici, possono invece ridurre gli spasmi o le contrazioni nell’intestino. Essi sono quindi efficaci per il trattamento del dolore addominale crampiforme. Vanno assunti per via orale 30-60 minuti prima del pasto. Tuttavia non possono essere utilizzati per lunghi periodi a causa dei loro effetti collaterali, come la secchezza della bocca e degli occhi, il mal di testa e le difficoltà nella minzione.

Ricorda di consultare sempre il tuo medico prima di assumere qualsiasi farmaco.

Approcci psicologici

Gli approcci psicologici possono regolare la percezione del dolore sfruttando i collegamenti dell’asse intestino-cervello. Tecniche come la terapia cognitivo comportamentale (CBT), l’ipnosi e la meditazione hanno infatti dimostrato di ridurre i sintomi del colon irritabile, incluso il dolore.

Bibliografia
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).