giovedì, Dicembre 2, 2021
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Ulcera di Curling

L’ulcera di Curling deve il suo nome al dr. Thomas Curling che, nel 1823, osservò la comparsa di ulcere gastroduodenali in pazienti gravemente ustionati. Essa, infatti, è un’ulcera da stress, che si sviluppa nello stomaco o nel duodeno, a seguito di uno stress fisico estremo, come quello provocato dalle ustioni. Nei soggetti ustionati, infatti, la ridotta irrorazione sanguigna della mucosa gastroduodenale può portare alla formazione dell’ulcera, spesso accelerata dall’ipotensione e la sepsi, che si accompagnano alle ustioni gravi. L’ulcera di Curling, inoltre, si associa a un’iperproduzione di acido gastrico, superiore ai 3/4 litri al giorno, che concorre all’insorgenza dell’ulcera.

In sintesi i meccanismi alla base dell’ulcera di Curling sono:

  • Ridotto flusso sanguigno a livello gastroduodenale, con danno ischemico della mucosa;
  • Ipersecrezione di acido gastrico, con danneggiamento erosivo della mucosa.
L’ulcera di Curling va distinta dall’ulcera di Cushing, che prende il nome dal dr. Harvey Cushing che per primo la osservò. Si sviluppa a seguito di traumi cranici o di patologie cerebrali (tumori) che aumentano la pressione intracranica. L’ipertensione cranica, infatti, può portare ad un’ipersecrezione di acido gastrico, da cui deriverebbe l’ulcera. Generalmente si forma nello stomaco, ma può interessare anche il duodeno e la parte distale dell’esofago.

Nella fase iniziale l’ulcera potrebbe non dare sintomi rilevanti o essere persino asintomatica. Successivamente i suoi sintomi caratteristici sono la perdita di appetito e il dolore addominale. In quest’ultimo caso è possibile che l’ulcera sia perforata e sanguinante, un’eventualità non rara, a cui prestare particolare attenzione. Il segno più comune dell’ulcera di Curling, infatti, è il sanguinamento gastrointestinale, rilevabile attraverso tracce ematiche nel vomito e/o nelle feci; il sanguinamento, talvolta, può portare a massicce emorragie con un’alto tasso di mortalità, così come riportato in letteratura.

Ulcera di Curling: le cause

L’ulcera di Curling è causata da ustioni estese. Tuttavia non sempre le ustioni, seppur gravi, determinano l’ulcera. Le cause o fattori di rischio primari che concorrono alla sua insorgenza sono:

  • Intubazione con ventilazione meccanica, per un periodo superiore a 48 ore;
  • disturbi della coagulazione.

I fattori di rischio secondari sono:

  • sepsi, cioè una risposta infiammatoria eccessiva a seguito di un’infezione;
  • insufficienza epatica;
  • insufficienza renale.

In linea generale i pazienti anziani, con ustioni più gravi, hanno una maggiore probabilità di sviluppare l’ulcera. La presenza concomitante di ulcera peptica non aumenta invece il rischio di sviluppare quella di Curling.

Trattamento

La gestione clinica dell’ulcera di Curling è focalizzata sulla sua prevenzione. Il suo alto tasso di mortalità, infatti, impone un intervento precoce, finalizzato ad evitarne la comparsa o la sua evoluzione. I pazienti gravemente ustionati devono quindi essere trattati precocemente con i gastroprotettori, così da ridurre l’insulto acido a livello gastroduodenale. I farmaci generalmente utilizzati sono gli inibitori di pompa protonica (Omeprazolo, etc.) e/o gli H2 antagonisti (Ranitidina, etc.).

Nel caso in cui l’ulcera sia perforata e sanguinante è possibile ricorrere alla chirurgia d’emergenza, con la quale si procede alla suturazione della lesione ulcerosa. Tuttavia la terapia precoce con i gastroprotettori riduce significativamente le complicanze dell’ulcera di Curling, evitando il ricorso alla chirurgia d’emergenza.

Redazione Gastroprotezione.it
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