domenica, Febbraio 5, 2023
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Intolleranza al lattosio: sintomi neurologici

Generalmente l’intolleranza al lattosio è nota per le sue manifestazioni intestinali. Essa, infatti, è una sindrome clinica caratterizzata da dolore addominale, gonfiore, flatulenza e diarrea, che si verificano dopo il consumo di lattosio. Tuttavia essa sembrerebbe avere anche manifestazioni extra-intestinali, come la fatica o la confusione mentale. In questo articolo ci occuperemo dei sintomi neurologici dell’intolleranza al lattosio, chiarendone le manifestazioni ed accennando anche ad una tra le possibili cause alternative: la sindrome della sovcracrescita batterica intestinale (o small intestinal bacterial overgrowthSIBO).

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Intolleranza al lattosio: i sintomi

Il latte contiene un particolare tipo di zucchero, il lattosio, che, per poter essere digerito, necessita di un’enzima specializzato: la lattasi. Il lattosio, infatti, non può essere assorbito direttamente dall’intestino, ma deve essere scisso nelle sue componenti più semplici: il glucosio e il galattosio. Quest’ultime, diversamente dal lattosio, sono assorbite rapidamente dall’intestino tenue (o “piccolo intestino”), ‘ricco’ di lattasi e ‘povero’ di batteri intestinali. Quando però la disponibilità di lattasi è insufficiente, il lattosio non viene digerito e prosegue il suo transito verso l’intestino crasso, dove l’abbondanza di flora intestinale ne inizia la fermentazione. I processi fermentativi, a loro volta, producono acidi organici, gas e metaboliti tossici, responsabili dei sintomi intestinali dell’intolleranza al lattosio (vedi tab. 1).

Numero di perone con i sintomi (% del totale)
Sintomi intestinali
Dolore addominale100
Distensione addominale100
Borborigmi100
Flatulenza100
Diarrea70
Stitichezza30
Nausea78
Vomito78
Tab. 1 Fonte: BMJ – La tabella mostra i sintomi intestinali dell’intolleranza al lattosio e la percentuale di pazienti che li ha manifestati in uno studio clinico su 133 pazienti.

L’intolleranza al lattosio è quindi un disturbo caratterizzato prevalentemente da dolore e gonfiore addominale, flatulenza, diarrea, nausea e vomito. Essa può inoltre associarsi, seppur con minor frequenza, alla stitichezza1. La fermentazione del lattosio, infatti, favorirebbe la produzione di metano che, a sua volta, rallenterebbe il transito intestinale, causando costipazione.

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Intolleranza al lattosio: sintomi neurologici

Generalmente l’intolleranza al lattosio è nota per i suoi sintomi intestinali. Tuttavia essa è stata associata anche a manifestazioni sistemiche come, ad esempio, la fatica cronica, i dolori muscolari e articolari, le afte, l’aumento della minzione e l’aritmia cardiaca23. Inoltre l’intolleranza al lattosio può associarsi a sintomi neurologici45 come:

  • mal di testa;
  • sensazione di testa leggera;
  • perdita di concentrazione;
  • scarsa memoria a breve termine;
  • letargia.

S’ipotizza, infatti, che la fermentazione del lattosio produca tossine sistemiche, come l’acetaldeide, il formiato o il diacetile, in grado di provocare sintomi neuromuscolari6. Tuttavia i meccanismi fisiopatologici da cui deriverebbero i sintomi sistemici rimangono controversi.

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Va notato, inoltre, che le prove a supporto della relazione tra intolleranza al lattosio e sintomi neurologici/sistemici sono deboli. Soprattutto, non è possibile escludere che questa apparente relazione sia in realtà mediata da altri disturbi, come, ad esempio, la celiachia, l’allergia alle proteine del latte o la sindrome da sovracrescita batterica intestinale. Si tratta, infatti, di disturbi che possono ‘associarsi’ con l’intolleranza al lattosio e che, soprattutto nel caso della SIBO, possono avere sintomi ampiamente sovrapponibili ad essa.

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SIBO e intolleranza al lattosio

La sindrome da sovracrescita batterica intestinale (SIBO) è un disturbo caratterizzato da un’anomala proliferazione batterica nell’intestino tenue, la porzione intestinale in cui sono digeriti gli zuccheri come il lattosio.

Generalmente la ridotta presenza di flora batterica nel piccolo intestino permette la digestione degli zuccheri, senza che essi siano fermentati. Tuttavia nei pazienti affetti da SIBO l’abbondanza di batteri nell’intestino tenue favorisce la fermentazione del lattosio, causando gli stessi sintomi dell’intolleranza, anche se non vi è una carenza di lattasi. In questo caso la SIBO è la reale causa dei sintomi attribuiti all’intolleranza, sebbene quest’ultimi possano presentarsi dopo l’ingestione di alimenti contenenti lattosio.

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La SIBO, similmente all’intolleranza al lattosio, può causare7:

  • dolore addominale;
  • gonfiore;
  • distensione addominale;
  • flatulenza;
  • diarrea;
  • costipazione;
  • nausea;
  • segni di malassorbimento;
  • fatica e debolezza.

La SIBO, inoltre, è stata associata a sintomi neurologici, in particolare ad uno stato di confusione mentale o nebbia cognitiva (brain fog), spesso lamentata anche dai pazienti con intolleranza al lattosio. La fermentazione degli zuccheri dovuta all’anomala presenza di batteri nell’intestino tenue può infatti favorire una condizione di acidosi D-lattica8, che può causare manifestazioni sistemiche, come la confusione mentale. Inoltre i processi di fermentazione possono produrre metaboliti tossici, che contribuiscono allo sviluppo dei sintomi sistemici.

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La SIBO può quindi essere la reale causa di sintomi erroneamente attributi all’intolleranza al lattosio. Essa, inoltre, può falsare positivamente i risultati del breath test del lattosio. L’anomala presenza di batteri può infatti portare a un’eccessiva produzione di idrogeno dopo l’assunzione dello zucchero del latte, falsando così il risultato del test. La presenza della SIBO dovrebbe quindi essere valutata prima di indagare l’intolleranza al lattosio o ad eventuali altri zuccheri, come il fruttosio o il sorbitolo.

Redazione Gastroprotezione.it
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