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Ansia e colon irritabile

Generalmente tra le persone affette dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS) si registra una maggiore prevalenza di disturbi mentali. Gli stessi pazienti riferiscono come i loro sintomi possano peggiorare a causa di fattori di tipo psicologico. In questo articolo ci occuperemo di disturbi psichiatrici e IBS, focalizzandoci sulla relazione tra ansia e colon irritabile,

Disturbi psichiatrici e IBS

Disturbo d’ansia generalizzata e colon irritabile

Il disturbo d’ansia generalizzata (GAD) è una condizione psichiatrica caratterizzata da sintomi ansiosi, mentali e fisici, che non sono legati ad un problema specifico, ma sono “generalizzati”. Chi soffre di GAD, infatti, è in uno stato di costante preoccupazione per il “futuro”.

Alcuni dei suoi tratti tipici sono l’ansia anticipatoria e il comportamento evitante. I soggetti con GAD, infatti, sperimentano disagio al solo pensiero di dover affrontare una situazione spiacevole, evitando tutto ciò che ad essa è collegato. Similmente i pazienti con IBS vivono con ansia anticipatoria le possibili manifestazioni del colon irritabile, evitando i comportamenti che potrebbero scatenarle (per es. astenendosi dai pasti) o quelle situazioni in cui potrebbero essere fonte d’imbarazzo (socialità ridotta). Non a caso la ricerca ha evidenziato una stretta relazione tra GAD e IBS. In uno studio1 la prevalenza del disturbo d’ansia generalizzato tra i pazienti che soffrivano di colon irritabile era infatti pari al 34%.

Disturbo post-traumatico da stress e colon irritabile

Il disturbo da stress posttraumatico (PTSD) è una condizione di stress acuta che si sviluppa in seguito a un’esperienza fortemente traumatica. Le persone affette da PTSD possono manifestare irritabilità, depressione, ansia e insonnia, oltre a sintomi fisici come emicrania e disturbi gastrointestinali.

Uno studio ha infatti evidenziato come il 36% dei pazienti con IBS soddisfi i criteri diagnostici per il disturbo da stress post-traumatico per tutta la vita2. Altre ricerche hanno anche evidenziato un aumento sostanziale del rischio di IBS tra le donne veterane con diagnosi di PTSD o per i militari dopo lo spiegamento in guerra3. Diversi studi hanno inoltre mostrato come l’aver vissuto un abuso sessuale aumenti il rischio di soffrire di colon irritabile45.

Va notato, infine, che un caso di studio ha evidenziato come il trattamento precoce dei sintomi del disturbo da stress post-traumatico possa contribuire a un miglioramento degli stessi sintomi dell’IBS6.

Depressione e colon irritabile

Un disturbo psichiatrico comunemente diagnosticato nei pazienti con IBS è la depressione. Diversi studi, infatti, hanno evidenziato una maggiore prevalenza della sindrome dell’intestino irritabile nei pazienti con depressione maggiore in fase di esordio o in forma ricorrente7. Va notato, tuttavia, che nei soggetti con disturbo depressivo maggiore in remissione la prevalenza dei sintomi dell’IBS non differisce da quella dei soggetti sani8. Ciò suggerisce una comune base biologica tra depressione e colon irritabile, che potrebbe derivare da un’anormale degradazione del triptofano, a sua volta causa di una carenza di serotonina9.

Schizofrenia e colon irritabile

La schizofrenia è una malattia cronica caratterizzata da una progressiva perdita di contatto con la realtà, allucinazioni, deliri, deficit cognitivi e comportamentali. Essa si associa frequentemente ad altri disturbi, tra i quali la sindrome dell’intestino irritabile. La prevalenza di IBS nei pazienti con schizofrenia è infatti stimata attorno al 17-19%10. Tuttavia la sua reale diffusione potrebbe essere sottostimata. I pazienti con schizofrenia, infatti, si lamentano raramente dei sintomi dell’IBS, a meno che non sia espressamente loro richiesto.

Ansia e colon irritabile: perché?

Le ragioni dell’associazione tra la sindrome dell’intestino irritabile e le malattie mentali non sono ancora pienamente comprese. Tuttavia un recente studio11 pubblicato su Nature ha rivelato come l’IBS e alcune patologie psichiatriche abbiano una base genetica comune. In particolare lo studio ha evidenziato come l’IBS, l’ansia e i disturbi dell’umore si associno a particolari geni, che predispongono chi ne è portatore allo sviluppo di entrambe le patologie. I pazienti affetti da IBS avrebbero quindi un maggior rischio di sviluppare malattie mentali, così come quelli psichiatrici avrebbero una maggiore probabilità di soffrire di colon irritabile.

Va notato, tuttavia, che si tratta solo di una suscettibilità genetica, di per sé non sufficiente allo sviluppo dei diversi disturbi. Altri fattori, infatti, intervengono nella patogenesi dell’IBS e dei disturbi mentali. A tal riguardo è interessante notare come tra i pazienti con IBS si osservi un utilizzo maggiore di antibiotici durante l’infanzia (20%) rispetto ai soggetti sani (9,6%). Curiosamente la stessa associazione la si osserva anche tra i pazienti con ansia (18,4%)12, suggerendo come le alterazioni del microbiota intestinale causate dall’uso ricorrente degli antibiotici possano contribuire allo sviluppo sia dell’ansia che del colon irritabile.

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Ansia e colon irritabile: quale relazione?

Negli ultimi anni è diventato sempre più chiaro come il cervello e l’intestino interagiscano tra loro attraverso un’ampia serie di percorsi, che formano il cosiddetto asse intestinocervello (GBA). Esso, infatti, collega i centri emotivi e cognitivi del cervello con le funzioni intestinali periferiche, consentendo una comunicazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e quello enterico13.

I disturbi mentali e quelli intestinali possono quindi influenzarsi reciprocamente, sfruttando i collegamenti dell’asse intestino-cervello. Da un lato i fattori psicologici possono accentuare i sintomi del colon irritabile, alterando la motilità intestinale e la sensibilità viscerale. L’ansia, infatti, può causare disturbi dell’alvo intestinale, come la diarrea o la costipazione, mal di pancia, oltre a nausea e vomito. Dall’altro, invece, gli stessi sintomi intestinali possono essere fonte di stress ed ansia, aggravando precedenti disturbi mentali. Come si è visto, infatti, le manifestazioni del colon irritabile possono accentuare gli atteggiamenti ansiosi, rinforzando l’ansia anticipatoria e i comportamenti evitanti.

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Ansia e colon irritabile: sintomi

Nonostante l’IBS e l’ansia abbiano sintomi specifici, alcuni di essi possono sovrapporsi. Nel caso in cui si soffra contemporaneamente d’ansia e colon irritabile è possibile osservare i seguenti sintomi:

  • mal di pancia;
  • diarrea;
  • stipsi;
  • nausea;
  • vomito;
  • ansia anticipatoria;
  • comportamenti evitanti;
  • irritabilità;
  • tendenze depressive.
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Ansia e colon irritabile: rimedi

In questa sezione ci occuperemo dei possibili rimedi, farmacologici o naturali, in grado di agire sia sull’ansia che sulle manifestazioni del colon irritabile.

Farmaci

L’utilizzo dei farmaci antidepressivi può migliorare contemporaneamente i sintomi dell’ansia e del colon irritabile. Essi, infatti, aumentano la disponibilità di serotonina, favorendo la motilità gastrointestinale e diminuendo l’ipersensibilità viscerale, oltre a ridurre l’ansia e la depressione.

In particolare i farmaci inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) possono migliorare i sintomi psichiatrici e quelli dell’IBS, soprattutto nel caso di costipazione prevalente14. Inoltre i risultati di uno studio pilota evidenziano l’utilità della duxoletina nel caso in cui la sindrome dell’intestino irritabile si associ al disturbo d’ansia generalizzata15. Non per ultimi i farmaci antidepressivi triciclici possono invece alleviare diarrea16 e mal di pancia, oltre ai loro più noti effetti su ansia e depressione.

Infine alcuni medicinali, come lo Spasmomen somatico o il Valpinax, possono essere utili per le affezioni spastico-dolorose, con componente ansiosa, del sistema gastrointestinale. Essi, infatti, combinano un farmaco antispastico con una benzodiazepina (Diazepam), nota per la sua funzione ansiolitica.

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Rimedi naturali

Probiotici

Diversi studi hanno evidenziato la presenza di alterazioni del microbiota intestinale nei pazienti con IBS e in quelli affetti da disturbi dell’umore. Sebbene gli studi non consentano ancora di fornire solide raccomandazioni, l’utilizzo dei probiotici potrebbe essere d’aiuto nella gestione dei sintomi dell’ansia e del colon irritabile.

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Ipnosi

L’ipnoterapia o ipnosi è una tecnica attraverso la quale il paziente viene guidato in un rilassamento profondo, attraverso la suggestione d’immagini e sensazioni rilassanti, che hanno per oggetto i sintomi del paziente. L’idea è quindi quella di utilizzare l’ipnosi come mezzo per modificare la percezione dei sintomi del soggetto, oltre che per diminuire il loro carico emotivo. Una recente revisione17 ha inoltre mostrato come essa rappresenti un approccio efficace per la gestione a lungo termine dei sintomi dell’IBS.

Psicoterapia cognitivo-comportamentale (CBT)

Nella terapia cognitivo comportamentale (CBT) i pazienti imparano ad individuare e gestire alcuni modi distorti di pensare, causa di emozioni negative, che possono contribuire a peggiorare i sintomi del colon irritabile. Il suo utilizzo, infatti, non solo è efficace per la gestione dei sintomi psicologici, ma può alleviare gli stessi sintomi dell’IBS18.

Mindfulness

La Mindfulness è una tecnica di meditazione in cui l’attenzione è portata attivamente sul respiro, concentrandosi solo su di esso (o su un qualsiasi altro stimolo presente) e sospendendo qualsiasi altro pensiero. La sua pratica abitua quindi a controllare deliberatamente il pensiero, evitando risposte automatiche disfunzionali, causa di ansia e depressione. La Mindfulness non solo è efficace nelle gestione dei sintomi psicologici, ma anche mostrato di produrre un robusto miglioramento dei sintomi gastrointestinali nei pazienti che soffrono di colon irritabile19.

Esercizio fisico

L’attività fisica può migliorare significativamente i sintomi di ansia e depressione, oltre ad alcune manifestazioni del colon irritabile. Essa, infatti, riduce l’ansia, migliora il tono dell’umore, oltre a favorire la peristalsi intestinale e l’eliminazione del gas intestinale.

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Redazione Gastroprotezione.it
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