martedì, Ottobre 19, 2021

Ansia e Reflusso

La malattia da reflusso gastroesofageo si ha quando l’esofago è esposto in modo anomalo all’acido gastrico. Generalmente lo sfintere esofageo, cioè la valvola che connette l’esofago allo stomaco, limita la risalita dell’acido verso l’esofago. Talvolta, però, lo sfintere non funziona correttamente; l’acido risale così verso l’esofago che, privo di un’adeguato rivestimento, subisce l’effetto irritante dei succhi gastrici. La causa del reflusso sembrerebbe quindi essere di tipo meccanico. Essa risiederebbe cioè in uno sfintere incontinente, incapace di trattenere il volume acido dello stomaco. Tuttavia appare sempre più chiaro come fattori di ordine psicologico possano scatenare o aggravare i sintomi gastroesofagei. In particolare ansia e reflusso sembrano essere intrecciate in un legame circolare, in cui è difficile stabilire quale venga per prima.

Reflusso da stress o stress da reflusso?

Chiunque soffra d’ansia sa molto bene quanto la sua somatizzazione possa interessare il sistema digerente. L’ansia può “prendere” lo stomaco o mettere in subbuglio il colon. Non fa eccezione il reflusso gastroesofageo, i cui sintomi possono essere peggiorati dall’ansia e lo stress.

Uno studio del 2018 condotto su più di 19.000 persone ha evidenziato, infatti, che i soggetti con livelli più alti di ansia hanno maggiori probabilità di essere affetti da reflusso gastroesofageo. Un ulteriore studio ha inoltre rivelato come tra i pazienti affetti da reflusso gastroesofageo, quelli con stati d’ansia maggiori, avevano anche sintomi più severi. I pazienti “ansiosi”, infatti, riportavano livelli di bruciore di stomaco e di dolore retrosternale maggiori rispetto ai non ansiosi.

L’ansia può quindi essere alla base di un reflusso da somatizzazione. A tal riguardo i ricercatori hanno ipotizzato come possibili spiegazioni che:

  • l’ansia può ridurre la pressione dello sfintere esofageo, favorendone l’incontinenza;
  • ansia e stress possono aumentare la tensione muscolare; in particolare la tensione addominale aumenterebbe la pressione sullo stomaco, spingendo così il contenuto gastrico verso l’esofago;
  • l’ansia può favorire una maggiore secrezione di acido. Quest’ipotesi sembrerebbe essere smentita da uno studio pubblicato su Gastroenterology, secondo i cui i pazienti affetti da reflusso e ansia non hanno maggiori livelli di acidità esofagea.

L’ansia può quindi aggravare i sintomi del reflusso. Nello stesso tempo, alcuni sintomi del reflusso possono causare ansia. Uno studio del 2019, ad esempio, ha evidenziato come i pazienti che hanno dolore al petto a causa del reflusso riportano livelli di depressione e ansia maggiori rispetto a coloro che non avvertono questo sintomo. Il dolore al petto, infatti, può essere facilmente scambiato dal paziente per una patologia più grave, ad esempio per un infarto. Inoltre il reflusso di per sé può causare stress, alimentando l’ansia di che ne soffre.

In sintesi l’ansia può indurre un reflusso da stress che, a sua volta, può portare ad uno stress da reflusso.

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Ansia e reflusso gastroesofageo: i sintomi

Ansia e reflusso possono avere molti sintomi in comune tra loro.

Bruciore, nausea e dolore allo stomaco sono sintomi caratteristici del reflusso, ma possono anche essere somatizzazioni tipiche dell’ansia.

La percezione di nodo alla gola, frequente nel reflusso e definita come “bolo isterico”, ricorre frequentemente anche negli stati ansiosi. Tuttavia se il senso di costrizione alla gola si accompagna a raucedine, tosse cronica e al bisogno di schiarirsi frequentemente la voce, la causa dovrebbe essere attribuita al reflusso. Tali sintomi, infatti, evidenziano un irritazione laringofaringea, dovuta verosimilmente al rigurgito acido.

La difficoltà di deglutizione o disfagia, un altro sintomo che può presentarsi nel reflusso, non di rado può dipendere dall’ansia. Similmente il rigurgito, tipico della malattia da reflusso, può essere causato anche da stati ansiosi.

Il dolore al petto può essere dovuto al reflusso e a spasmi esofagei e, nello stesso tempo, può presentarsi nelle condizioni d’ansia. Similmente la tachicardia o extrasistolia può essere un sintomo del reflusso gastroesofageo o una manifestazione acuta di ansia o panico.

Il dolore al petto e la tachicardia possono essere sintomi di un serio problema cardiaco, come per esempio di un infarto. In caso si avvertano questi sintomi è quindi necessario rivolgersi immediatamente al proprio medico o a personale sanitario.

Infine l’insonnia può essere un sintomo comune tanto all’ansia quanto alla malattia da reflusso.

Altri sintomi unici del reflusso possono essere:

  • tosse cronica;
  • raceudine;
  • otite media;
  • singhiozzo;
  • asma.

Altri sintomi unici dell’ansia possono essere:

  • agitazione e irritabilità;
  • iperventilazione;
  • senso di paura e preoccupazione;
  • difficoltà di concentrazione;
  • tensione muscolare.

Reflusso da stress: rimedi

La terapia del reflusso da stress può prevedere l’utilizzo di farmaci per i sintomi gastrici e psicologici.

In linea generale è possibile l’utilizzo di:

  • antiacidi (è opportuno precisare che l’utilizzo di antiacidi si è rivelato poco efficace nei pazienti in cui il reflusso è associato a stati ansiosi);
  • gastroprotettori come gli H2antagonisti e gli inibitori di pompa protonica;
  • benzodiazepine (aprazolam, lorazepam);
  • inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) come fluoxetina e citalopram.

I farmaci gastroprotettori e gli psicofarmaci dovrebbero essere utilizzati solo se strettamente necessari e per periodi di tempo limitati. In ogni caso il loro utilizzo dovrebbe essere sempre discusso con il proprio medico.

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L’adozione di opportuni accorgimenti nello stile di vita e nella dieta può invece essere di grande aiuto nella gestione a lungo termine del reflusso da stress. Dieta ed esercizio fisico sono rimedi efficaci sia per il reflusso che per l’ansia.

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Inoltre l’inizio di una psicoterapia cognitivo-comportamentale, abbinata a tecniche di meditazione come la Mindfulness, si è rivelata efficace nella gestione degli stati d’ansia.

Redazione Gastroprotezione.it
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