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Gastrite cronica: i sintomi

La gastrite è una condizione gastrointestinale che può assumere diverse forme. Tuttavia quella più comune è la gastrite cronica, un’infiammazione persistente della mucosa gastrica, che può avere cause diverse ed evoluzioni note. In questo articolo ci occuperemo dei sintomi della gastrite cronica, chiarendo quali sono le sue manifestazioni comuni e quali invece quelle specifiche delle sue possibili evoluzioni.

Gastrite cronica: i sintomi comuni

Generalmente la maggior parte dei casi di gastrite cronica è causata dall’infezione da Helicobacter pylori (circa il 90%). Il batterio, infatti, è in grado di infiltrare la mucosa gastrica, provocando un’attivazione immunitaria persistente, causa d’infiammazione cronica della mucosa gastrica. Essa, inoltre, può essere causata da altri fattori, come l’uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), il consumo eccessivo e prolungato di alcol, l’abitudine del fumo o da reazioni autoimmuni.

In questi casi la gastrite cronica non sempre è sintomatica. La gastrite cronica da H. pylori e quella autoimmune, infatti, rimangono asintomatiche nella maggior parte dei casi, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. Nei casi sintomatici, le manifestazioni più comuni sono:

  • dolore addominale: solitamente è localizzato nella parte alta dello stomaco (epigastrio) o in quella centrale (mesogastrio). Può assumere la forma comune del “mal di stomaco” o, meno frequentemente, indurre crampi; il dolore, inoltre, insorge o peggiora durante il digiuno o dopo pasti abbondanti. Entrambe le condizioni, infatti, possono aumentare l’insulto acido sulla mucosa gastrica già infiammata.
  • senso di sazietà precoce: nel paziente con gastrite cronica il senso di sazietà può svilupparsi precocemente, prima di giungere al termine del pasto. Esso può inoltre accompagnarsi ad una riduzione dell’appetito. Tuttavia segni di malassorbimento come la perdita di peso richiedono ulteriori approfondimenti diagnostici.
  • gonfiore ed eruttazione: i pazienti con gastrite cronica possono riferire un aumento della sensazione di gonfiore epigastrico, nella porzione superiore dell’addome, cui può associarsi un’incremento dell’eruttazione;
  • nausea e vomito: la nausea è una manifestazione comune della gastrite; il vomito si sviluppa invece meno frequentemente e, se è persistente e/o dovesse presentare tracce di sangue vivo (ematemesi) o avere la parvenza dei fondi del caffè (vomito caffeano) richiede un tempestivo consulto medico;
  • bruciore di stomaco: in alcuni casi la gastrite cronica antrale può aumentare la produzione di acido, aumentando i sintomi di una concomitante malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)[1]. Va notato, tuttavia, che la gastrite e la MRGE sono due disturbi distinti. Inoltre, la gastrite cronica, quando interessa il corpo dello stomaco, può causare una riduzione della produzione di acido.

I sintomi della gastrite cronica sono aspecifici. Essi, infatti, possono essere comuni anche ad altre patologie gastrointestinali. La loro comparsa non supporta quindi la diagnosi di gastrite cronica, così come la loro assenza non permette di escluderla. La diagnosi, infatti, può essere formulata solo attraverso la rilevazione istologica di marker infiammatori nei campioni di mucosa prelevati durante la gastroscopia.

Gastrite cronica atrofica: i sintomi

Una della complicanze principali della gastrite cronica da H pylori e di quella autoimmune è la gastrite atrofica. L’attivazione immunitaria persistente, comune a entrambe le forme di gastrite, può infatti danneggiare la mucosa gastrica, rendendola atrofica, con la conseguente perdita, parziale o totale, della capacità dello stomaco di produrre acido. Questa condizione, oltre ad aumentare sensibilmente il rischio di cancro gastrico, può portare allo sviluppo di manifestazioni cliniche extra-digestive.

In particolare la gastrite atrofica può causare una carenza di ferro, che può essere associata all’anemia microcitica. L’atrofia gastrica può inoltre determinare una riduzione delle cellule parietali, che producono il fattore intrinseco, una sostanza necessaria per l’assorbimento della vitamina B12. La gastrite atrofica può quindi portare a un deficit di vitamina B12, da cui può derivare anemia megaloblastica, bassa conta piastrinica e neuropatia periferica[2].

In questi casi la gastrite atrofica può manifestarsi con sintomi extra-digestivi come:

  • pallore;
  • debolezza;
  • affaticamento;
  • fragilità di capelli e unghie;
  • respiro affannoso;
  • vertigini;
  • formicolio o perdita di sensibilità nelle mani e nei piedi;
  • debolezza muscolare;
  • perdita dei riflessi;
  • difficoltà di deambulazione;
  • confusione;
  • sintomi cognitivi e psichiatrici (perdita di memoria, apatia e depressione, etc.)
  • demenza.

Vale la pena notare, infine, che la gastrite atrofica da H pylori e quella autoimmune esordiscono spesso con le suddette manifestazioni extra-digestive. Nella maggior parte dei casi, infatti, esse rimangono asintomatiche e si manifestano solo quando la mucosa gastrica si è atrofizzata, con la conseguente comparsa dei sintomi da carenza di ferro e vitamina B12.

Gastrite cronica e ulcera

La gastrite cronica può causare erosioni o piaghe superficiali nella mucosa gastrica che, per ragioni diverse, possono evolvere in lesioni più grandi e profonde del tratto digerente, le cosiddette ulcere peptiche. In questo caso i sintomi comuni della gastrite possono assumere intensità più severe. Il dolore epigastrico può essere tagliente e i sintomi dispeptici possono risultare accentuati. L’ulcera peptica, inoltre, può avere complicazioni gravi come il sanguinamento e la perforazione, che richiedono una loro gestione in ambito d’urgenza. In questi casi è possibile notare la presenza di tracce di sangue nel vomito e nelle feci e avvertire sintomi severi da anemia dovuta al sanguinamento, come forte affaticamento, fiato corto e ipotensione.

Vale la pena notare, infine, che anche la gastrite erosiva può dare sintomi anemici da carenza di ferro, dovuti al sanguinamento occulto derivante dalle micro-erosioni della mucosa gastrica[3]. In questo caso i sintomi anemici, come il pallore, l’affaticamento o la debolezza, assumono intensità minori rispetto ai casi di sanguinamento da ulcera peptica.

Bibliografia

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Prof. Enrico Ricci
Prof. Enrico Ricci
Responsabile Gastroenterologia e endoscopia digestiva Ospedali privati – Forlì - già Primario della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva presso gli ospedali di Forlì e Cesena - già Presidente nazionale della Società Italiana di Endoscopia digestiva (SIED).

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